Benvenuti in questo spazio di pensieri spaiati ma affini. Le cose che ci trovate dentro sono tutte, laddove non specificato, opera del tempo che scorre fra me e sulla mia città. State pur comodi, e se vi viene voglia commentate numerosi. Se volete diffondere quello che leggete fatemelo sapere o almeno sentitevi liberi per quel che basta di citarne la fonte. Salve
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sabato 15 marzo 2014
Passeggiata
Sto mangiando dei biscotti con un bicchiere di Frascati. Penso profondo dopo una passeggiata solitaria e benefica in centro: rilassato forse troppo come il vino, un po' piano, che sto bevendo. Ho visto persone strane prima in giro. Fra di esse un matto coi capelli rosa che mi ha chiesto che ore fossero. Io gli rispondo facendolo attendere giusto un attimo in più del dovuto, per prolungare il transito del nostro incontro. Poi ci dividiamo soddisfatti di non aver colto arcani dalla mia risposta. Ho visto anche due bellissime ragazze sulla porta di un noto bar modaiolo che brindavano e un po' ritoccate di bisturi se la ridevano col gestore: passo, cerco e ottengo la loro attenzione attraverso lo sguardo compiaciuto di chi ha staccato la spina facendo due passi. Bevo l'ultimo goccio di Frascati e colgo netti ma sottili sentori che rimandano all'origine vulcanica della terra che ha dato origine a questo vino.
giovedì 13 marzo 2014
Amore
Ciò che voglio non può fermarsi
solo alla sua seppur degna ammirazione.
Mia volontà è conceder a 'sì tale Splendore
di librarsi lontano da me;
me che tuttavia ha legato ad una fune,
come vascello alla sicura banchina del porto:
perché è sicuro che ti ho visto, Amore.
E via, andando altri a trasportar
in terre di soli cocenti ed ingegnose clessidre
dove possa la sabbia come miraggio d'oasi,
scorrere e adunarsi.
solo alla sua seppur degna ammirazione.
Mia volontà è conceder a 'sì tale Splendore
di librarsi lontano da me;
me che tuttavia ha legato ad una fune,
come vascello alla sicura banchina del porto:
perché è sicuro che ti ho visto, Amore.
E via, andando altri a trasportar
in terre di soli cocenti ed ingegnose clessidre
dove possa la sabbia come miraggio d'oasi,
scorrere e adunarsi.
| Praia do Ervino, São Francisco do Sul |
venerdì 28 febbraio 2014
"Disìo"
Sono da quattro giorni rientrato da un viaggio in Brasile. Penso al soggiorno come cercassi di fare un identikit dello spirito brasiliano. Fra le sue militanze si è sempre parlato della "Saudade" come del suo più tipico sentimento, difficile da coniugare in altra lingua. E mi fermo qui. E' un indefinibile senso di malinconica nostalgia: che cerco di indossare in questi giorni e che forse posso solo immaginare. Perché non mi appartiene fino in fondo visto che sono italiano ma posso comunque farmene un'idea.
Non penso che il medesimo sentimento possa essere percepito ad esempio da un italiano che vive in un altro paese e che soffre la distanza dalla sua patria. Penso che il sentimento che potrei nutrire, da buon italiano lontano da casa, sia molto differente dalla "Saudade". Avrebbe di certo a che fare con la necessità di dover abbandonare l'Italia e per lasciar posto ad altri e perché convinto che si debba andare oltre.
Non penso che il medesimo sentimento possa essere percepito ad esempio da un italiano che vive in un altro paese e che soffre la distanza dalla sua patria. Penso che il sentimento che potrei nutrire, da buon italiano lontano da casa, sia molto differente dalla "Saudade". Avrebbe di certo a che fare con la necessità di dover abbandonare l'Italia e per lasciar posto ad altri e perché convinto che si debba andare oltre.
martedì 25 febbraio 2014
Volere
"NON POSSUMUS"
(per l'offerta di una carica a Roma)
Lasciami il Duomo Vecchio, e pur lo Novo,
il Popol, e la Loggia, e la Pallata,
il bello e il brutto, i luoghi di ritrovo,
di Brescia mia, sì rozza ma onorata.
Pur, lascia a me il castello coi boschetti
perch'io li goda ognor nel passeggiare,
e ognor i' possa pure discettare
di Brescia, le sue glorie e' suoi difetti;
e lascia ch'io qui viva i miei momenti,
poiché ciò sol mi resta, ed a ragione,
lunge da posizion o emolumenti.
Lascia che in pace sudi il mi' mestiere;
lasciami coi Bresciani e l'ambizione
di non esser Comm, nè Cavaliere.
(di Flaminio Valseriati questa poetica traduzione dell'omonima sonetto
in dialetto bresciano di Angelo Canossi)
(per l'offerta di una carica a Roma)
Lasciami il Duomo Vecchio, e pur lo Novo,
il Popol, e la Loggia, e la Pallata,
il bello e il brutto, i luoghi di ritrovo,
di Brescia mia, sì rozza ma onorata.
Pur, lascia a me il castello coi boschetti
perch'io li goda ognor nel passeggiare,
e ognor i' possa pure discettare
di Brescia, le sue glorie e' suoi difetti;
e lascia ch'io qui viva i miei momenti,
poiché ciò sol mi resta, ed a ragione,
lunge da posizion o emolumenti.
Lascia che in pace sudi il mi' mestiere;
lasciami coi Bresciani e l'ambizione
di non esser Comm, nè Cavaliere.
(di Flaminio Valseriati questa poetica traduzione dell'omonima sonetto
in dialetto bresciano di Angelo Canossi)
giovedì 30 gennaio 2014
Danze antiche
A volte viene naturale trovare delle cose ed adottarle nella propria vita per farci un po' di strada assieme. Ecco che io da qualche tempo mi sono imbattuto nella geosofia che considero infine un modo in arte per trattar di geografia anche senza essere didattici.
Guardando queste due cartine penso al formichiere (il Mar Arabico) e al coccodrillo (il Mediterraneo). Il primo va a stanare con tanto di lingua e bastone ciò che cerca. Il secondo punta dritto a ciò che vede.
E su queste suggestioni vado ad ascoltar lontani echi e immagino direzioni, esodi, in avanti e indietro che vanno a suggerire legami fra questi due mari e genti.
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| fonte: www.thesecretofbluewater.com |
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| fonte: www.vienuove.it |
Guardando queste due cartine penso al formichiere (il Mar Arabico) e al coccodrillo (il Mediterraneo). Il primo va a stanare con tanto di lingua e bastone ciò che cerca. Il secondo punta dritto a ciò che vede.
E su queste suggestioni vado ad ascoltar lontani echi e immagino direzioni, esodi, in avanti e indietro che vanno a suggerire legami fra questi due mari e genti.
venerdì 24 gennaio 2014
Stars
mercoledì 22 gennaio 2014
domenica 12 gennaio 2014
Aspettare stanca
E' come se vivessi nel futuro: direi a dieci anni giusti da oggi, 2014. Vivo nel 2024 quindi e qui si sta abbastanza bene, direi. Certo è che ci si sente un po' sfasati perché quello che nel 2014 dura un secondo, nella mia vita, che si svolge nel 2024, quel secondo dura dieci volte tanto. Non so come spiegare. L'uomo è un essere, si sa, che fa cose. Ecco anche io ne faccio di cose come chiunque altro: ci impiego lo stesso tempo che ci impiega un altro. Ad esempio prendo una sedia e mi siedo impiegandoci lo stesso tempo di un'altra persona. Solo che io quel medesimo tempo lo faccio durare dieci volte di più. Ed è per questo che vivo a dieci anni di distanza dal 2014. E' il prezzo che si paga per l'attesa, credo.
| Edicola in vicolo del Fontanone, Brescia |
giovedì 2 gennaio 2014
Gino!
mercoledì 1 gennaio 2014
The essence
"What's your number, do you know? Don't think that it's time to wake up from your slumber?
This is to be told, look into the stars the essence of our souls, this who we are. What's your number, do you know? Don't think that it's time to wake up from your slumber? Don't sleep only! I hope I don't sound superstitious. This is to be told, look into the stars the essence of our souls, this who we are. To your wings hold on or you are sure to miss the ride, and the melody will surely die".
Thanx to myinochi.blogspot.com for helping in translation.
martedì 31 dicembre 2013
| Stemma all'ingresso della porta laterale del Museo di Santa Giulia, Brescia |
tratto da l'"Odissea" di Omero, traduzione di Giuseppe Tonna
sabato 28 dicembre 2013
Water Flow
domenica 22 dicembre 2013
Figuriamoci!
"Grazie Signora, ci mancherebbe, mi dia solo un secondo e sono subito da lei, si immagini non mi disturba affatto! Guardi che quello che mi sta chiedendo lo trova proprio lì accanto, e se ha difficoltà, prego, provi a sentire il mio collega lui forse è meglio informato. Per Bacco Signora, ma certo che sì!"
Ma fra convenevoli quello che preferisco rimane: "si figuri!"
martedì 17 dicembre 2013
Somiglianze in traduzione
"Giungemmo alla terra dei Ciclopi prepotenti e selvaggi. Essi lasciano fare agli dei: non piantano un albero con le loro mani, non arano. Ma senza semine e senza colture tutto là viene su, il frumento e l'orzo, e viti che portano grappoli enormi, da vino: glieli ingrossa così la pioggia di Zeus. E poi non hanno assemblee per le decisioni, non norme di legge morale: ma abitano su per le cime degli alti monti dentro spelonche profonde, e ognuno fa legge da sé per i figli e la moglie. Non si curano l'uno dell'altro."
tratto da l'"Odissea" di Omero, traduzione di Giuseppe Tonna
tratto da l'"Odissea" di Omero, traduzione di Giuseppe Tonna
martedì 3 dicembre 2013
Deh
Contrappunto deh, quanto ti chiedo;
ma tu sempre lì dinanzi, a darmi cadenze
come speranza riposta nel sospiro di un momento.
ma tu sempre lì dinanzi, a darmi cadenze
come speranza riposta nel sospiro di un momento.
mercoledì 27 novembre 2013
Uhhh
Indosso un paio di scarpe di manifattura albanese,
calze prodotte in Egitto,
giacca e ginz made in China,
mi asciugo dopo la doccia con un accappatoio fatto in Pakistan.
Guido una macchina giapponese,
scrivo con una biro francese,
bevo whisky scozzese,
ascolto con curiosità musica africana.
Vivo in una città del nord al centro sud del mio continente.
Sì Parigi! Sì Roma! Sì Londra! Sì Xanadu!
Ma Brescia amata!
calze prodotte in Egitto,
giacca e ginz made in China,
mi asciugo dopo la doccia con un accappatoio fatto in Pakistan.
Guido una macchina giapponese,
bevo whisky scozzese,
ascolto con curiosità musica africana.
Vivo in una città del nord al centro sud del mio continente.
Sì Parigi! Sì Roma! Sì Londra! Sì Xanadu!
Ma Brescia amata!
martedì 26 novembre 2013
domenica 24 novembre 2013
Al riparo da un caldo sole che fa vibrare le cose attorno come le pozzanghere che si vedono da lontano sull'asfalto d'estate, ballo questa musica con una sconosciuta dalla gonna nera, come fossi sotto un tendone con le bandierine. Il suo passo leggero tuttavia non si trattiene dal sollevare una piccolo pulviscolo che le va a tingere di color d'arena il pizzo della gonna così silente e d'accordo. Si gira e si gira e si rigira, e io vorrei raccontarle che quella melodia mi ricorda il carrillon di camera dei miei in cui furtivo, da piccolo a volte mi rifugiavo.
venerdì 22 novembre 2013
martedì 19 novembre 2013
"Geosophy, to repeat, is the study of geographical knowledge from any or all points of view. To geography what historiography is to history, it deals with the nature and expression of geographical knowledge both past and present--with what Whittlesey has called "man's sense of [terrestrial] space."
"Geosofia, in effetti, vorrebbe essere lo studio della conoscenza in materia geografica da uno o tutti i punti di vista. Come in un equazione, la storiografia sta alla storia così come alla geografia tutto ciò che concerne il tipo e l'espressione di conoscenze geografiche sia presenti che passate: detta insieme a Whittlesey che concerne il senso che ha l'uomo dello spazio (terrestre)."
| sentiero di montagna in Val Palot Brescia |
trad. di un passo di Terrae Incognitae: The Place of Imagination in Geography di John K. Wright
venerdì 15 novembre 2013
Fantasie in chiasmo
martedì 29 ottobre 2013
Animali strani
Siamo tutti immersi in un brodo che condensa nutre e offre a tutti le stesse possibilità.
Acuire l'impegno per vederci meglio sembrerebbe alla portata di tutti. A maggior ragione se pensiamo al Voyager 1 che, superati i limiti del sistema solare, da lontano ci guarda e vede un puntino minuscolo. Vede tutti noi e tutto ciò che noi vediamo piccolo o lontano che sia sul nostro mondo: il tutto concentrato in uno spazio così piccolo. Ma io che passeggio fra i boschi del colle vicino la mia città un giorno mi sono imbattuto in un vermetto che non so perché aveva catturato la mia attenzione. Forse non era il vermetto ad avermi stupito ma il filo di ragnatela, legata ad un ramo vicino, intessuta non so per quale motivo (quanto vorrei sapere il perché) su cui ondeggiava, di fronte me, in mezzo al sentiero. Non lo so. Poi dopo mesi mi capita di pensarci ma non a caso: come se uno strano corso degli eventi mi avesse riportato col pensiero in quel bosco; come un rapporto di relazione spazio temporale intimamente coeso fra me e l'immagine. Il tutto quaggiù; nello stesso puntino di prima. Ora io non voglio avvallare nessuna teoria né pagana né panteistica. Solamente sorrido. Non ne posso fare a meno. E credo non sia poco.
Acuire l'impegno per vederci meglio sembrerebbe alla portata di tutti. A maggior ragione se pensiamo al Voyager 1 che, superati i limiti del sistema solare, da lontano ci guarda e vede un puntino minuscolo. Vede tutti noi e tutto ciò che noi vediamo piccolo o lontano che sia sul nostro mondo: il tutto concentrato in uno spazio così piccolo. Ma io che passeggio fra i boschi del colle vicino la mia città un giorno mi sono imbattuto in un vermetto che non so perché aveva catturato la mia attenzione. Forse non era il vermetto ad avermi stupito ma il filo di ragnatela, legata ad un ramo vicino, intessuta non so per quale motivo (quanto vorrei sapere il perché) su cui ondeggiava, di fronte me, in mezzo al sentiero. Non lo so. Poi dopo mesi mi capita di pensarci ma non a caso: come se uno strano corso degli eventi mi avesse riportato col pensiero in quel bosco; come un rapporto di relazione spazio temporale intimamente coeso fra me e l'immagine. Il tutto quaggiù; nello stesso puntino di prima. Ora io non voglio avvallare nessuna teoria né pagana né panteistica. Solamente sorrido. Non ne posso fare a meno. E credo non sia poco.
| fac-simile di quello visto in origine, cui ho donato in gratitudine il mio sorriso. (come si nota questo è un bruco e non c'è la ragnatela). presso Monte Guglielmo, Brescia |
domenica 27 ottobre 2013
martedì 1 ottobre 2013
Let's do it
Per tutti lavorare significa occupare la giornata: serve per guadagnarsi da vivere, a camparci. Ci sono a questo punto diversi modi di vivere perché tanti sono i modi di approcciarsi al lavoro.
C'è chi lo vede come un cavallo da domare, chi invece crede sia un asino che lo debba portare in groppa.
C'è quello che cerca di dissuadervi sempre ripetendo al domani attraverso la giostra del rimando, c'è chi lo fa perché glielo ha detto il suo capo. C'è chi fa presenza ma lo fa svolgere agli altri, c'è chi cerca di coinvolgere gli altri nel formare un team competente, c'è chi lo prende alla leggera, chi invece come un rigoroso dovere quotidiano o chi lo fa per perdere tempo che altrimenti non saprebbe come occupare. C'è l'esteta realizzato che si vede perfetto e oliato grosso ingranaggio che crede che le cose di lavoro stanno andando nel verso giusto perché ora dovrà pur essere giunto il suo momento. Ce n'è per tutti i gusti; non ultimo, se non altro per una congenita simpatia, c'é anche lo scaramantico che, vivendo in un contesto fortemente dualistico, pensa che se non si occupa troppo di lavoro allora, forse allora, succederà lo sperato opposto cioè che le tanto sospirate cose che desidera, qualunque esse siano purché fuori dal contesto lavorativo, per magia giungano a lui senza che sia lui a chinarsi a raccoglierle, così come deve o meglio dovrebbe fare di corvée.
C'è chi lo vede come un cavallo da domare, chi invece crede sia un asino che lo debba portare in groppa.
C'è quello che cerca di dissuadervi sempre ripetendo al domani attraverso la giostra del rimando, c'è chi lo fa perché glielo ha detto il suo capo. C'è chi fa presenza ma lo fa svolgere agli altri, c'è chi cerca di coinvolgere gli altri nel formare un team competente, c'è chi lo prende alla leggera, chi invece come un rigoroso dovere quotidiano o chi lo fa per perdere tempo che altrimenti non saprebbe come occupare. C'è l'esteta realizzato che si vede perfetto e oliato grosso ingranaggio che crede che le cose di lavoro stanno andando nel verso giusto perché ora dovrà pur essere giunto il suo momento. Ce n'è per tutti i gusti; non ultimo, se non altro per una congenita simpatia, c'é anche lo scaramantico che, vivendo in un contesto fortemente dualistico, pensa che se non si occupa troppo di lavoro allora, forse allora, succederà lo sperato opposto cioè che le tanto sospirate cose che desidera, qualunque esse siano purché fuori dal contesto lavorativo, per magia giungano a lui senza che sia lui a chinarsi a raccoglierle, così come deve o meglio dovrebbe fare di corvée.
giovedì 26 settembre 2013
Tradurre
"Anche se un'area fosse esaminata a tappeto da un esercito di microgeografi, molto della sua geografia rimarrebbe sempre sconosciuto e quindi così come non esiste alcuna "terra incognita" in senso assoluto, non esiste terra del tutto conosciuta."
da un passo di " Terrae Incognitae: The Place of Imagination in Geography" di John Kirtland Wright
da un passo di " Terrae Incognitae: The Place of Imagination in Geography" di John Kirtland Wright
| Lodoiga, Piazza della Loggia Brescia |
domenica 8 settembre 2013
lunedì 2 settembre 2013
Numeri Primi
Negli anni addietro penso fosse inequivocabile e radicato nell'opinione comune il modo di dire "solo una persona su mille ce la può fare", cioè a realizzarsi, a conquistare la gratificazione del successo: un concetto insomma approvato da tutti. Abbiamo trascorso le ultime due decadi a trovare nuove soluzioni al raggiungimento di traguardi a volte bizzarri o inutili solo per il gusto di arrivarci, come scalare una montagnuola con l'elicottero ed esclamare: "Primo!". Ora sento farsi avanti una nuova epoca in cui quell'uno su mille che raggiungeva la sua aspirazione viene affiancato da tutti i numeri primi come il numero 1, che ci sono fino a 1000: se è vero che siamo dei numeri o presunti tali ecco presentarsi in pubblico il 3 il 5 il 7 il 19 il 23 ecc. ecc. che ognuno dei presunti numeri normali dovrà tenere in nuova considerazione e con cui vorrà confrontarsi. Certo il numero 1 godrà sempre di primissima importanza ma ora conoscerne fratelli o lontani parenti potrebbe diventare interessante.
Iniziamo quindi a giocare coi numeri e tirare di dadi.
| Vigne delle Colline Lucchesi |
sabato 31 agosto 2013
Al mercato
domenica 4 agosto 2013
Sentir
Ci sono persone che amano parlare in modo vago e distorto perché riconoscono quale verità che a nulla serve dire le cose così come stanno. Non credono certo di poter essere prese anche una sola volta sul serio e di conseguenza si crogiolano nel distorcere anche la più piccola delle cose. Tanto a nulla serve essere obbiettivi nel reale quanto è la vita segreta del sentire che solo conta. Tutto il resto è vano. Questo è ciò che pensano.
Io, per quanto ami il sentir non sono fra questi.
Io, per quanto ami il sentir non sono fra questi.
martedì 2 luglio 2013
Asnì
domenica 23 giugno 2013
Green allusion
C'è un modo di riferirsi alle altre persone che va fortemente misurato e tenuto sotto controllo. E' una sorta di provocazione silenziosa in cui non dici nulla ma fai intendere. A volte può essere utile specie in ambito lavorativo, in altre occasioni potrebbe risultare peggiore dello stalking: è come se dal profondo vorresti dire qualcosa ma non ci riesci e cerchi quindi di dirlo senza esprimerti. Risulta quindi difficilissimo per chi ascolta capire: cioè se ciò che non viene detto è davvero ciò che si vorrebbe chiedere. Chi ascolta infatti recepisce quello che il suo interlocutore non gli dice, ma anche qualcosa che va a tuffarsi nel profondo vaso delle presunte proprie lacune. Alienante. Il più delle volte chi non dice è come se volesse subito nascondere la mano dopo aver buttato il sasso in acqua. Ognuno ha timori del proprio agire e lo si vorrebbe isolare per evitare di mettere in discussione un proprio sentire che si crede vero e che offre una mai troppo ospitale terra ferma su cui poggiare più di due piedi. Sarà proprio un'isola felice questa?
Quanti arcipelaghi si stanno formando.
Quanti arcipelaghi si stanno formando.
giovedì 20 giugno 2013
giovedì 13 giugno 2013
Comode stanze
Serve una buona dose di volontà e coraggio per mettere a dimora il proprio sentire, cioè decidere ogni tanto di fermarsi un attimo evitando di essere travolti dal flusso di cose e pensieri che in fondo ci nutrono ma che ad un certo punto, stanchi di girovagare, vanno pur gestiti e riposizionati. Ognuno a modo suo. Certo non è facile perché è come da bambini al mare quando si vuole rimanere a fare il bagno in acqua, oppure è come per alcuni il cui bisogno di rifuggire dubbi e perplessità vuole essere superato sempre uscendo e mai rincasando. Che ci sarebbe di male a dare una casa ai nostri sentimenti, perché non accasarli e concedere loro comode stanze? Non penso che questo voglia dire appendere il cappello al chiodo o mettere una pietra sopra all'aria di novità e freschezza che portano con essa: non può essere.
Ecco il Mostro più grande di tutti i nostri dubbi: la paura di non sentirci più.
Avessi imparato ad affrontarlo e combatterlo ed infine vincerlo!
Porta aberta
giovedì 6 giugno 2013
martedì 4 giugno 2013
Decades
80's were my right leg in music.
90's were my left leg in music.
The first decade of XXI century is a powerful pair of jeans for my miscellaneous legs living music.
lunedì 27 maggio 2013
Legàmi
| Tomba del Cane, Brescia |
lunedì 6 maggio 2013
Uomo artistico
Credo che il senso artistico stia modificando drasticamente il suo modo di raccontarsi.
Guardate il cinema, la musica e altre arti in genere, sembra che lo stallo sia ormai una realtà per tutte. Di certo qualcosa di nuovo verrà scritto, ma se prima il dialogo artistico si instaurava fra l'uomo e l'opera d'arte in senso verticale diretto, oggi quel passaggio è più comune che avvenga fra un uomo e un'altro uomo, cioè in parallelo.
E' economicamente molto più redditizio essendo in fondo un passaparola, infine molto più social.
giovedì 2 maggio 2013
martedì 30 aprile 2013
Dreamer
Oggi mi sento un po' sognatore. Di quei sogni non come quando passeggi in città, vedi una presa della corrente che pende accanto alla saracinesca abbassata di un negozio e vorresti attaccarci il phone per asciugarti i capelli. No. Parlo di sogni concreti che si possono realizzare, di quelli che ti concedono di pensare che un giorno potresti ottenere di più dalla vita. Non che oggi abbia poco, anzi quello che ho mi piace e mi basta ma oggi mi va pensare in grande.
domenica 28 aprile 2013
Frequenza
Ci sono città, non sono il solo a pensarlo. Ti dico ci sono anche città, non sono io quello cui gira tutto attorno. Città che si vuol bene: più spesso quando ci si allontana, si mette a fuoco e la visione d'insieme sembra risolversi. E' meno frequente avere tempo per uno sguardo tangenziale. Come tale infatti è più preciso e non si può fermare. Deve andare oltre.
domenica 21 aprile 2013
Imballo
Se consideriamo il "complesso del sesso" una gigante supernova, da alcuni tempi è facile osservare la sua orbita attorno al "complesso da consumo". Come un buco nero la attira a sé.
Capolavoro
domenica 14 aprile 2013
J'accuse
Non accetto chiamare gioia ciò che procura l'ascolto di certa musica (e.g. quella di L.Einaudi). Ecco l'ho detto.
Tutti noi l'abbiamo vissuta e il credere alla realizzazione del suo lascito è ciò che ci permette di dubitare e quindi anche di progredire.
Per giunta in un contesto come quello odierno che sventola ai quattro venti, come un'incombenza, la necessità dell'insorgere di nuova epoca, di una nuova era, che ha come comandamento plebiscitario la decrescita felice. Quando avremo nuovi momenti di crescita che non sia come in passato coatta? A quando una nuova età dell'Oro?
lunedì 8 aprile 2013
Ansa
| Fiume Garza, Brescia |
giovedì 4 aprile 2013
One.More.Time.
Il dono che più di tutti mi consola è certamente la passione per la musica. E' una grande compagnia che, come una piantina, ha bisogno sempre di nuova linfa e cure. Ma se devo ricorrere a un punto fermo e storico da cui sempre ripartire con rinnovata fiducia, devo tornare indietro diversi anni. Ricordo che a metà anni '80 mio papà aveva comprato per sé un walkman della Telefunken forse fra i primi in circolazione. Ricordo che il rivenditore gli aveva anche lasciato un'audio-cassetta bianca di quelle tipo Test d'ascolto con sopra incisi dei brani vari. Beh io ricordo che c'era questo bellissimo pezzo che iniziava con il suono del decollo di un aereo che faceva da prologo ad un incalzante musica pop '70. Poi la cassetta nei vari traslochi venne persa chissà dove e quella canzone non l'ho più sentita.
Quando mi faccio delle domande che mi danno troppo da non saper rispondere, mi solleva pensare che prima o poi mi succederà e penso che succederà in modo casuale, di riascoltare ancora una volta quella canzone che mi piaceva tanto.
giovedì 28 marzo 2013
lunedì 25 marzo 2013
Prex, precis
Il precario oltre che ad un essere umano può anche riferirsi a un luogo in cui si prega cioè un luogo in cui si chiede una permissione occasionale, tanto quanto il tempo per richiederla, che dura fino a che il concedente lo permette.
Mentre vivere il concetto di precariato in modo contemporaneo corre il rischio di tenere solo in considerazione la condizione di disagio soprattutto economico: nella mancata realizzazione di ciò che si vorrebbe fare, essere o ottenere soprattutto però attraverso il proprio lavoro.
(E facendo questo invece stendo un velo pietoso al nascondere che quella persona precaria lo sia solo in senso economico trascurando che voglia inoltre chiedere vicinanza, supporto morale o comunque crescita. Credendo che essendo a me precisa deve da sé arrangiarsi così come qualunque altro che ha raggiunto uno stato di maggior autonomia che gli ha permesso invece di trovare lavoro. Credere quindi nell'uguaglianza può anche permettere di credere che una persona debba essere abbandonata perché si realizzi? O deve essere aiutata e seguita?)
E' il lavoro oggi che fa da unico tramite fra ciò che si chiede e ciò che viene concesso? E' la mancanza di lavoro che crea disagio cioè nessuno è povero se ha un lavoro?
Questo concetto se traslato nei secoli passati si rivela ai miei occhi ben più bello di quello di cui in realtà si tratta: bello infatti è pensare che un tempo la preghiera, parlo di quella religiosa, potesse aiutare il richiedente: cioè il mio onesto immaginario mi fa pensare ad una persona povera che ha bisogno d'aiuto e questo aiuto gli viene conferito da chi dispone di più di lui non solo di denaro ma anche di pietà, misericordia, e di altre qualità che riconducono alla professione del bene.
(Facendo ciò però, non so ma è come se stendessi naturalmente un velo pietoso su tutta la sofferenza che ha portato quella persona a inginocchiarsi; tenendo solo in bella considerazione iil lieto fine e la realizzazione ultima di ogni richiesta.)
(Facendo ciò però, non so ma è come se stendessi naturalmente un velo pietoso su tutta la sofferenza che ha portato quella persona a inginocchiarsi; tenendo solo in bella considerazione iil lieto fine e la realizzazione ultima di ogni richiesta.)
Mentre vivere il concetto di precariato in modo contemporaneo corre il rischio di tenere solo in considerazione la condizione di disagio soprattutto economico: nella mancata realizzazione di ciò che si vorrebbe fare, essere o ottenere soprattutto però attraverso il proprio lavoro.
(E facendo questo invece stendo un velo pietoso al nascondere che quella persona precaria lo sia solo in senso economico trascurando che voglia inoltre chiedere vicinanza, supporto morale o comunque crescita. Credendo che essendo a me precisa deve da sé arrangiarsi così come qualunque altro che ha raggiunto uno stato di maggior autonomia che gli ha permesso invece di trovare lavoro. Credere quindi nell'uguaglianza può anche permettere di credere che una persona debba essere abbandonata perché si realizzi? O deve essere aiutata e seguita?)
E' il lavoro oggi che fa da unico tramite fra ciò che si chiede e ciò che viene concesso? E' la mancanza di lavoro che crea disagio cioè nessuno è povero se ha un lavoro?
Penso che non lo sarà mai e poi mai. Ogni giorno che passa ogni cosa ed ogni essere riceve una carica di utilità che non può più rifiutare: per il bene di ciò che succederà domani.
giovedì 21 marzo 2013
lunedì 18 marzo 2013
Scandaglio
Ci sono cose che si svelano man mano e solo il tempo permette loro di farsi chiare: potete lusingare aspirare comprare chiedere o persino forzare ma se non è il momento non lo è e basta. Poi come un lampo ecco che tutto si rende chiaro ai sensi e alla comprensione. Vivo la vita forse in modo troppo metaforico e poco pratico lo ammetto; ma lasciate che viva questo sogno senza vergogna. Esponendolo. Di metafore ne trovo a bizzeffe in ogni cosa cercandole quasi come nutrimento per il mio benessere. E' come se ad ogni occasione passassi allo scandaglio ogni mia esperienza perché in fondo vorrei credere che quello che compone la mia sensibilità abbia sempre a che fare con qualcosa (cioè la convinzione che la realtà da sola non basti ed abbia bisogno essa stessa di altro per esistere) e a volte trovo delle relazioni con stupore sicuro di aver capito. Che a questo mondo non tutto è un caso ma che le cose ci avviluppano tutte in un divenire multidirezionale.
domenica 10 marzo 2013
Il convoglio che sfreccia mentre sopra le rondini.
National anthem of Botswana translated in English: Fatshe leno la rona
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giovedì 7 marzo 2013
mercoledì 27 febbraio 2013
Buon senso
Dopo le elezioni avvenute nel mio Paese mi vengono spontanee alcune riflessioni e cogitazioni che lascerei nel turbine del mio cervello. Una cosa la devo esporre infatti: quando erano in vita i vari Pitagora, Archimede, Bernoulli, Euclide ecc. (cioè le grandi menti del ragionamento), ma gli altri checcavolo facevano?
domenica 24 febbraio 2013
Lusso II
Qualche giorno fa mia mamma mi aveva invaghito dicendomi che aveva pronto in uscita dalla sua dispensa un salame cotto, chiamato dalle nostre parti "Rosetta", da mettere in padella e che mancava solo da definire la data del banchetto. Ecco che accordati per oggi a pranzo sono andato a "trovarla pronta" dai miei genitori. Il menù recitava quindi salame cotto, spinaci al burro e parmigiano, purè di patate, polenta e lenticchie e dulcis in fundo, piedini di maiale lessati. Il tutto irrorato da una bottiglia che mio papà ha voluto stappare con mia grande gioia e curiosità: Barolo Cannubi millesimo 1990. Non potevo immaginare migliore accoglienza da parte loro. Quando mia mamma si mette ai fornelli, beh ha del magico. Lo è ancora di più secondo me quando è lei che prende l'iniziativa di preparare piatti di tradizione, lei che sarebbe così ben disposta all'esperienza di nuove pietanze. Si tratta di cose mangiate da noi svariate volte in passato, senza che siano per forza un cliché della domenica o piatto che piaceva alla nonna e quindi che deve essere riproposto con devozione. A lei è venuto in mente di preparare quelle cose e se è disposta a fare questo beh allora se ne vedranno delle belle. E difatti, Chapeau!, era tutto squisito e ineccepibile (tolto un leggero sentore di rancido sull'esterno delle fette di salame ma appena appena percettibile forse una leggera ossidazione nella stagionatura). Poi che dire del Barolo? All'inizio come era logico c'erano sentori un po' chiusi e ridotti che coi minuti si sono fatti sempre più ampi fino a svanire lasciando spazio a sentori di grande freschezza e vitalità nonostante i ventitré anni di bottiglia: buonissimo e vivissimo. Un'ultima considerazione: pensare che negli anni '90 invece di bere Barolo "contemporanei" cioè al massimo quelli della fine degli anni '80, non ho avuto occasione, forse sullo slancio dell'onda travolgente della moda, di provare Barolo pronti come si doveva, degli anni '60 o '70. Ma forse è stato meglio così.
venerdì 22 febbraio 2013
Trattato di geosofia
| Giardini Spalto San Marco, Brescia |
giovedì 21 febbraio 2013
mercoledì 20 febbraio 2013
sabato 16 febbraio 2013
Voglio stare con te
Oh Patria perché mai dovrei avere a che fare con te e con la tua salute? Quale sussulto spinge me invano a rivolgerti le mie attenzioni? Potremmo noi forse continuare nell'indifferenza dei decenni scorsi e forse anche futuri che ti han portano vicina all'esclusione dalla scena come prima protagonista accorpandoti ad altri lidi?
Ma ora tu non risparmi più il mio acconsentire ed io vorrei ricambiare tutto il bello che mi hai fatto recapitare fino a qui. L'ho visto nelle tue città e nelle imprese in campagna di molti che hanno fatto, in momenti che or non si può, qualcosa di notevole aggiungendo variopinti veli e sgargianti sete alle tue vesta.
Non voglio curarmi della tua integrità: non è mai servito a nulla: sei selvaggia e come tale arraffi quanto è in tuo potere.
Vorrei crederti di più e mai più condividerti. Voglio stare con te.
Ti dico che non sono più io il consegnatario diretto di ciò che vorresti da me. Ora per te ciò che voglio e ciò che vuoi lo lascerò nel mio cammino così come si lascia un biglietto. Ché troppo sento i bei tuoi passi bui volermi accanto.
Ma ora tu non risparmi più il mio acconsentire ed io vorrei ricambiare tutto il bello che mi hai fatto recapitare fino a qui. L'ho visto nelle tue città e nelle imprese in campagna di molti che hanno fatto, in momenti che or non si può, qualcosa di notevole aggiungendo variopinti veli e sgargianti sete alle tue vesta.
Non voglio curarmi della tua integrità: non è mai servito a nulla: sei selvaggia e come tale arraffi quanto è in tuo potere.
Vorrei crederti di più e mai più condividerti. Voglio stare con te.
Ti dico che non sono più io il consegnatario diretto di ciò che vorresti da me. Ora per te ciò che voglio e ciò che vuoi lo lascerò nel mio cammino così come si lascia un biglietto. Ché troppo sento i bei tuoi passi bui volermi accanto.
giovedì 14 febbraio 2013
Cash
Devo dire che sono un po' ignorante in materia di folk songs americane. Ho appena finito di guardare un film sulla vita di Johnny Cash e June Carter. Che bello! E che canzoni! Eccone una in particolare, registrata durante il suo famosissimo concerto tenuto in un penitenziario, di fronte ad un pubblico di carcerati. Che coraggio Johnny!!!!
sabato 26 gennaio 2013
Élite
| Fiera di Sant'Angela Merici a Brescia |
Questo meccanismo per quanto funzioni mi sembra lo stesso meccanismo del vedere e scaricare musica o film gratis da internet. In entrambi i casi non si passa dalla cassa: quella dell'applicazione al passaggio di informazioni verso il cervello in modo democratico cioè né autarchico né d'élite nel mio caso: nel secondo caso quella ben più evidente del pagare il noleggio o l'acquisto del file.
Penso che ci sia utilità in entrambi i casi ma così facendo ho paura che si metta in disparte qualcosa che ha a che fare con la qualità della vita.
martedì 22 gennaio 2013
Train
"Ora che debbo io dire di quelli, che escono dello scrittoio fra la gente con la penna nell'orecchio? e di chi porta il fazzoletto in bocca? o di chi l'una delle gambe mette in su la tavola? e di chi si sputa in su le dita? e di altre innumerabili sciocchezze? le quali né si potrebbon tutte rancore, né io intendo di mettermi alla pruova,anzi saranno per avventura molti, che diranno queste medesime, che io ho dette, essere soverchie."
da il "Galateo" di Giovanni Della Casa
venerdì 11 gennaio 2013
Moda mare Estate 2013
Il sasso parla fra sé e sé. "Non so come mai, dice, ma ho la sensazione di essere molto intelligente. Forse il motivo di questo è il vivere costantemente in superficie. Mi sento molto intelligente perché riesco molto bene a vedere e capire le cose: perché sono cose mai troppo profonde o che richiedono poca o nessuna dedizione. Nella mia vita basta posare lo sguardo, così solo per condividere pensieri di alcune persone che dicono qualcosa ed il gioco è fatto. Nulla più mi sfugge: tutto è alla mia portata basta solo aderirvi".
giovedì 3 gennaio 2013
martedì 1 gennaio 2013
Metro
Qui dalle mie parti il nuovo anno promette grandi cose, prima fra tutte la realizzazione compiuta della metropolitana leggera di Brescia. Facendovi con questa appendice gli auguri di Buon Anno Nuovo e buone cose, il mio pensiero corre ai tempi in cui fu creata la Metro di Budapest ad esempio, e a tutte le persone che a quel tempo hanno atteso, come oggi faccio io, il giorno di prova del primo viaggio.
http://vimeo.com/49759891
http://vimeo.com/49759891
domenica 23 dicembre 2012
Ricreazione
Mi irrita pensare che anche di domenica ci siano politici che devono lavorare, invece di approfittare di un giorno di tregua dal lavoro stando sul divano a guardare un film o ad accarezzare il cane. Ma una pausa, un break invece? Non c'è più tempo per la ricreazione? E' già finita?
giovedì 20 dicembre 2012
domenica 16 dicembre 2012
{To come}
(Coniugazione al presente, in dialetto bresciano, del verbo ègner, che in inglese significa to come):
[me ègne
te ta ègnet
lü 'l vé
noàlter egnòm
voàalter ignìf
lur i vé.]
martedì 11 dicembre 2012
People keep on knockin'!
Ci sono persone e persone e persone. Anche nella mia città ce n'è di tutti giusti ed etnie per il piacere degli occhi e della sensazione. Ma ce ne sono alcune che hanno dell'incredibile. Come quel signore che spesso vedo la mattina presto mentre vado al lavoro. Io in macchina e lui in bici. Avrà che ne so, settant'anni e lo osservo rapito, sulla sua bicicletta vecchia quanto lui, mentre spinge rapporti durissimi, che lo fanno ciondolare un po'. Chi possa essere lo ignoro; riesco solo ad immaginarlo e di lui mi sono fatto l'idea che sia una sorta di protettore o sorvegliante che percorre a ronda instancabile le vie della nostra città per assicurare che tutto si svolga per il meglio. Mentre le sue pedalate che hanno cadenza precisa come i rintocchi delle ore, fanno nascere il tempo che scorre tra noi.
domenica 2 dicembre 2012
Soprano
"Nulla in mundo pax sincera" griderebbe lo scettico?
"Nel mondo ci sono troppe brutture perché si possa credere ad una pace duratura".
Forse lo stesso scettico ci nasconde un suo sentimento più profondo e da lui meglio celato: cioè l'affermare che non ci sia pace possibile è forse pasciarsi troppo in essa e non volerla condividere per paura di perderne anche solo un cicinìn.
Ma io anche in questo atteggiamento, che ha a che fare con l'istinto di conservazione, ci vedo senso umano e penso che possa essere utile a chi vuol credere e non solo verificare.
"Nel mondo ci sono troppe brutture perché si possa credere ad una pace duratura".
Forse lo stesso scettico ci nasconde un suo sentimento più profondo e da lui meglio celato: cioè l'affermare che non ci sia pace possibile è forse pasciarsi troppo in essa e non volerla condividere per paura di perderne anche solo un cicinìn.
Ma io anche in questo atteggiamento, che ha a che fare con l'istinto di conservazione, ci vedo senso umano e penso che possa essere utile a chi vuol credere e non solo verificare.
mercoledì 21 novembre 2012
Ramingo
martedì 20 novembre 2012
Chiaro d'autunno
sceglie di porsi
laddove innocenti Angeli
concedon ricami in precedere;
e ne chiedono uno di conseguenza.
lunedì 12 novembre 2012
Stop the pigeon?
Ieri ero in macchina e osservavo un piccione che beccava sul marciapiede. Con la coda dell'occhio lo osservavo perché volevo vedere se al mio passaggio si spostasse così solo per timore che lo investissi o solo per istinto. Invece come niente fosse passato a sessanta all'ora a dieci centimetri da lui ha continuato a beccare. A questo punto ho iniziato a pensare quale fosse il motivo della sua noncuranza nei miei confronti che rappresentavo un pericolo.
La teoria scientifica mi viene incontro dicendomi che il piccione col tempo si è abituato a situazioni off limits come questa e quindi le affronta con tranquillità dato l'elevato numero di macchine che gli passano a distanza ravvicinata così di continuo. Sviscerando questo concetto lo si può ridurre all'out out: cioè il piccione o rischia di fermarsi al mio passaggio con la prospettiva di trovare del cibo o vola via altrove proseguendo per tentativi e soprattutto ricominciando da zero, abbandonando cioè un luogo che già conosceva e che aveva messo a setaccio.
La scienza vuole che tutti noi esseri viventi ci comportiamo così. Cioè che, in questo caso, il piccione stia per forza cercando del cibo. Tutti siamo convinti di questo.
Ma come dimostrare questa certezza così immediata nel ragionamento di ogni essere umano?
E' necessario trovare una spiegazione scientifica ad un tale bisogno o la dobbiamo prendere così per buona?
Dovevate vederlo il bel piccione come era intento.
La teoria scientifica mi viene incontro dicendomi che il piccione col tempo si è abituato a situazioni off limits come questa e quindi le affronta con tranquillità dato l'elevato numero di macchine che gli passano a distanza ravvicinata così di continuo. Sviscerando questo concetto lo si può ridurre all'out out: cioè il piccione o rischia di fermarsi al mio passaggio con la prospettiva di trovare del cibo o vola via altrove proseguendo per tentativi e soprattutto ricominciando da zero, abbandonando cioè un luogo che già conosceva e che aveva messo a setaccio.
La scienza vuole che tutti noi esseri viventi ci comportiamo così. Cioè che, in questo caso, il piccione stia per forza cercando del cibo. Tutti siamo convinti di questo.
Ma come dimostrare questa certezza così immediata nel ragionamento di ogni essere umano?
E' necessario trovare una spiegazione scientifica ad un tale bisogno o la dobbiamo prendere così per buona?
Dovevate vederlo il bel piccione come era intento.
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