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mercoledì 1 gennaio 2014

         The essence

"What's your number,
do you know?
Don't think that it's time to wake up from your slumber?
This is to be told,
look into the stars
the essence of our souls,
this who we are.

What's your number,
do you know?
Don't think that it's time to wake up from your slumber?

Don't sleep only!
I hope I don't sound superstitious.

This is to be told,
look into the stars
the essence of our souls,
this who we are.

To your wings hold on
or you are sure to miss the ride,
and the melody will surely die".



Thanx to myinochi.blogspot.com for helping in translation.

martedì 31 dicembre 2013

Stemma all'ingresso della porta laterale del Museo di Santa Giulia, Brescia
"E a lui rispondeva il saggio Odisseo: "Eurimaco, oh, se noi due si venisse a una gara, a chi lavora di più, nella stagione di primavera quando le giornate sono lunghe, dentro un prato; e io avessi una falce ben ricurva, e anche tu ne avessi una simile, per provarci in quel lavoro, digiuni fino al buio, e ce ne fosse dell' erba! O si avessero da guidare buoi, dei migliori, buoi lustri di pelo, grossi, tutti e due sazi di fieno, di uguale età, portanti uguale peso, e di forza non facili a crollare; e ci fosse un campo di quattro iugeri, e la zolla sotto cedesse all'aratro: allora mi vedresti se so tagliare un solco diritto e continuo".

        tratto da l'"Odissea" di Omero, traduzione di Giuseppe Tonna

sabato 28 dicembre 2013

Water Flow

Fra le cose più difficili in ogni genere c'è il tentativo di passaggio di cultura. E per timore di sopraffare o essere superati, e per invidia o per difesa dal non volerla mettere a disposizione.
Piccioni sul Fiume Garza, Brescia città

domenica 22 dicembre 2013

Figuriamoci!

"Grazie Signora, ci mancherebbe, mi dia solo un secondo e sono subito da lei, si immagini non mi disturba affatto! Guardi che quello che mi sta chiedendo lo trova proprio lì accanto, e se ha difficoltà, prego, provi a sentire il mio collega lui forse è meglio informato. Per Bacco Signora, ma certo che sì!" 
Ma fra convenevoli quello che preferisco rimane: "si figuri!"

martedì 17 dicembre 2013

Somiglianze in traduzione

"Giungemmo alla terra dei Ciclopi prepotenti e selvaggi. Essi lasciano fare agli dei: non piantano un albero con le loro mani, non arano. Ma senza semine e senza colture tutto là viene su, il frumento e l'orzo, e viti che portano grappoli enormi, da vino: glieli ingrossa così la pioggia di Zeus. E poi non hanno assemblee per le decisioni, non norme di legge morale: ma abitano su per le cime degli alti monti dentro spelonche profonde, e ognuno fa legge da sé per i figli e la moglie. Non si curano l'uno dell'altro."

tratto da l'"Odissea" di Omero, traduzione di Giuseppe Tonna

giovedì 12 dicembre 2013

     
                                 This song is a "Hit", taken from the movie "Tin Cup", 1996. Enjoy it!

martedì 3 dicembre 2013

Deh

Contrappunto deh, quanto ti chiedo;
ma tu sempre lì dinanzi, a darmi cadenze
come speranza riposta nel sospiro di un momento.

mercoledì 27 novembre 2013

Uhhh

Indosso un paio di scarpe di manifattura albanese,
calze prodotte in Egitto,
giacca e ginz made in China,
mi asciugo dopo la doccia con un accappatoio fatto in Pakistan.
Guido una macchina giapponese,
scrivo con una biro francese,
bevo whisky scozzese,
ascolto con curiosità musica africana.
Vivo in una città del nord al centro sud del mio continente.
Sì Parigi! Sì Roma! Sì Londra! Sì Xanadu!
Ma Brescia amata!

domenica 24 novembre 2013


Al riparo da un caldo sole che fa vibrare le cose attorno come le pozzanghere che si vedono da lontano sull'asfalto d'estate, ballo questa musica con una sconosciuta dalla gonna nera, come fossi sotto un tendone con le bandierine. Il suo passo leggero tuttavia non si trattiene dal sollevare una piccolo pulviscolo che le va a tingere di color d'arena il pizzo della gonna così silente e d'accordo. Si gira e si gira e si rigira, e io vorrei raccontarle che quella melodia mi ricorda il carrillon di camera dei miei in cui furtivo, da piccolo a volte mi rifugiavo.

martedì 19 novembre 2013

"Geosophy, to repeat, is the study of geographical knowledge from any or all points of view. To geography what historiography is to history, it deals with the nature and expression of geographical knowledge both past and present--with what Whittlesey has called "man's sense of [terrestrial] space."


sentiero di montagna in Val Palot Brescia


"Geosofia, in effetti, vorrebbe essere lo studio della conoscenza in materia geografica da uno o tutti i punti di vista. Come in un equazione, la storiografia sta alla storia così come alla geografia tutto ciò che concerne il tipo e l'espressione di conoscenze geografiche sia presenti che passate: detta insieme a Whittlesey che concerne il senso che ha l'uomo dello spazio (terrestre)."
trad. di un passo di Terrae Incognitae: The Place of Imagination in Geography di John K. Wright

domenica 17 novembre 2013

     
                                          "Living just enough, just enough for the city."

venerdì 15 novembre 2013

Fantasie in chiasmo

La mancanza di fantasia di certo obbliga spesso le persone a crearsene una fittizia nella realtà, comoda da ottenere ma di magra consolazione. Perché così come il miglior vino dolce va abbinato al miglior dessert così il più bel sogno alla fantasia.
fotogramma tratto dal film "Ran" del 1985

martedì 29 ottobre 2013

Animali strani

Siamo tutti immersi in un brodo che condensa nutre e offre a tutti le stesse possibilità.
Acuire l'impegno per vederci meglio sembrerebbe alla portata di tutti. A maggior ragione se pensiamo al Voyager 1 che, superati i limiti del sistema solare, da lontano ci guarda e vede un puntino minuscolo. Vede tutti noi e tutto ciò che noi vediamo piccolo o lontano che sia sul nostro mondo: il tutto concentrato in uno spazio così piccolo. Ma io che passeggio fra i boschi del colle vicino la mia città un giorno mi sono imbattuto in un vermetto che non so perché aveva catturato la mia attenzione. Forse non era il vermetto ad avermi stupito ma il filo di ragnatela, legata ad un ramo vicino, intessuta non so per quale motivo (quanto vorrei sapere il perché) su cui ondeggiava, di fronte me, in mezzo al sentiero. Non lo so. Poi dopo mesi mi capita di pensarci ma non a caso: come se uno strano corso degli eventi mi avesse riportato col pensiero in quel bosco; come un rapporto di relazione spazio temporale intimamente coeso fra me e l'immagine. Il tutto quaggiù; nello stesso puntino di prima. Ora io non voglio avvallare nessuna teoria né pagana né panteistica. Solamente sorrido. Non ne posso fare a meno. E credo non sia poco.
fac-simile di quello visto in origine, cui ho donato in gratitudine il mio sorriso.
(come si nota questo è un bruco e non c'è la ragnatela).
presso Monte Guglielmo, Brescia

domenica 27 ottobre 2013

"The functional purpose of aesthetic subjectivity is to heighten the effect by increasing the clarity and vividness of the conceptions that we seek to transmit to reader or hearer. It enables us to share with him the impressions that place or circumstance have made upon us--to bring him down to earth from the lofty observation point of the objective and make him see and feel through our eyes and feelings."
                             
Wright, John K. 1947.  Terrae Incognitae: The Place of Imagination in Geography

martedì 1 ottobre 2013

Let's do it

Per tutti lavorare significa occupare la giornata: serve per guadagnarsi da vivere, a camparci. Ci sono a questo punto diversi modi di vivere perché tanti sono i modi di approcciarsi al lavoro.
C'è chi lo vede come un cavallo da domare, chi invece crede sia un asino che lo debba portare in groppa.
C'è quello che cerca di dissuadervi sempre ripetendo al domani attraverso la giostra del rimando, c'è chi lo fa perché glielo ha detto il suo capo. C'è chi fa presenza ma lo fa svolgere agli altri, c'è chi cerca di coinvolgere gli altri nel formare un team competente, c'è chi lo prende alla leggera, chi invece come un rigoroso dovere quotidiano o chi lo fa per perdere tempo che altrimenti non saprebbe come occupare. C'è l'esteta realizzato che si vede perfetto e oliato grosso ingranaggio che crede che le cose di lavoro stanno andando nel verso giusto perché ora dovrà pur essere giunto il suo momento. Ce n'è per tutti i gusti; non ultimo, se non altro per una congenita simpatia, c'é anche lo scaramantico che, vivendo in un contesto fortemente dualistico, pensa che se non si occupa troppo di lavoro allora, forse allora, succederà lo sperato opposto cioè che le tanto sospirate cose che desidera, qualunque esse siano purché fuori dal contesto lavorativo, per magia giungano a lui senza che sia lui a chinarsi a raccoglierle, così come deve o meglio dovrebbe fare di corvée.

giovedì 26 settembre 2013

Tradurre

"Anche se un'area fosse esaminata a tappeto da un esercito di microgeografi, molto della sua geografia rimarrebbe sempre sconosciuto e quindi così come non esiste alcuna "terra incognita" in senso assoluto, non esiste terra del tutto conosciuta."


da un passo di " Terrae Incognitae: The Place of Imagination in Geography" di John Kirtland Wright
Lodoiga, Piazza della Loggia Brescia

lunedì 2 settembre 2013

Numeri Primi

Negli anni addietro penso fosse inequivocabile e radicato nell'opinione comune il modo di dire "solo una persona su mille ce la può fare", cioè a realizzarsi, a conquistare la gratificazione del successo: un concetto insomma approvato da tutti. Abbiamo trascorso le ultime due decadi a trovare nuove soluzioni al raggiungimento di  traguardi a volte bizzarri o inutili solo per il gusto di arrivarci, come scalare una montagnuola con l'elicottero ed esclamare: "Primo!". Ora sento farsi avanti una nuova epoca in cui quell'uno su mille che raggiungeva la sua aspirazione viene affiancato da tutti i numeri primi come il numero 1, che ci sono fino a 1000: se è vero che siamo dei numeri o presunti tali ecco presentarsi in pubblico il 3 il 5 il 7 il 19 il 23 ecc. ecc. che ognuno dei presunti numeri normali dovrà tenere in nuova considerazione e con cui vorrà confrontarsi. Certo il numero 1 godrà sempre di primissima importanza ma ora conoscerne fratelli o lontani parenti potrebbe diventare interessante.
Vigne delle Colline Lucchesi
Iniziamo quindi a giocare coi numeri e tirare di dadi.

sabato 31 agosto 2013

Al mercato

Sono tutti attimi di tempo spesi.
La quercia delle Streghe.  San Martino in Colle, Lucca.
Tanto a vedere chiari tutti i colori degli oggetti di manifattura, 
che a incontrare belle figure fra la gente al mercato di fondo valle.
Gli uni come abbagli e le altre come specchi. 

domenica 4 agosto 2013

Sentir

Ci sono persone che amano parlare in modo vago e distorto perché riconoscono quale verità che a nulla serve dire le cose così come stanno. Non credono certo di poter essere prese anche una sola volta sul serio e di conseguenza si crogiolano nel distorcere anche la più piccola delle cose. Tanto a nulla serve essere obbiettivi nel reale quanto è la vita segreta del sentire che solo conta. Tutto il resto è vano. Questo è ciò che pensano.
Io, per quanto ami il sentir non sono fra questi.

martedì 2 luglio 2013

Asnì

Come infante sete e affanni si dissolvono al seno materno, lascia che siano, profondi carotaggi nei pressi di grandi vigne di terra e di pensiero, angeli di quella congiunzione mai aliena o distante ché sempre echeggia e piace a chi vuol.

domenica 23 giugno 2013

Green allusion

C'è un modo di riferirsi alle altre persone che va fortemente misurato e tenuto sotto controllo. E' una sorta di provocazione silenziosa in cui non dici nulla ma fai intendere. A volte può essere utile specie in ambito lavorativo, in altre occasioni potrebbe risultare peggiore dello stalking: è come se dal profondo vorresti dire qualcosa ma non ci riesci e cerchi quindi di dirlo senza esprimerti. Risulta quindi difficilissimo per chi ascolta capire: cioè se ciò che non viene detto è davvero ciò che si vorrebbe chiedere. Chi ascolta infatti recepisce quello che il suo interlocutore non gli dice, ma anche qualcosa che va a tuffarsi nel profondo vaso delle presunte proprie lacune. Alienante. Il più delle volte chi non dice è come se volesse subito nascondere la mano dopo aver buttato il sasso in acqua. Ognuno ha timori del proprio agire e lo si vorrebbe isolare per evitare di mettere in discussione un proprio sentire che si crede vero e che offre una mai troppo ospitale terra ferma su cui poggiare più di due piedi. Sarà proprio un'isola felice questa?
Quanti arcipelaghi si stanno formando.

giovedì 20 giugno 2013








"....quaccosa t'hie magnato ca t'ha fatto male
tengo a televisione trentasei canali...."

giovedì 13 giugno 2013

Comode stanze

Serve una buona dose di volontà e coraggio per mettere a dimora il proprio sentire, cioè decidere ogni tanto di fermarsi un attimo evitando di essere travolti dal flusso di cose e pensieri che in fondo ci nutrono ma che ad un certo punto, stanchi di girovagare, vanno pur gestiti e riposizionati. Ognuno a modo suo. Certo non è facile perché è come da bambini al mare quando si vuole rimanere a fare il bagno in acqua, oppure è come per alcuni il cui bisogno di rifuggire dubbi e perplessità vuole essere superato sempre uscendo e mai rincasando. Che ci sarebbe di male a dare una casa ai nostri sentimenti, perché non accasarli e concedere loro comode stanze? Non penso che questo voglia dire appendere il cappello al chiodo o mettere una pietra sopra all'aria di novità e freschezza che portano con essa: non può essere.
Ecco il Mostro più grande di tutti i nostri dubbi: la paura di non sentirci più. 
Avessi imparato ad affrontarlo e combatterlo ed infine vincerlo! 
Non sarei qui a scrivere e chissà dove e a fare.

Porta aberta





Oggi scopro con felice stupore che se al bar in Brasile chiedi un "Porta aberta" ti servono una bevanda che non è altro che Coca Cola con vino rosso.

giovedì 6 giugno 2013

La sobrietà di alcune auto station-wagon di media categoria tedesche ha che fare con l'Incommensurabile.

martedì 4 giugno 2013

Decades

80's were my right leg in music.


90's were my left leg in music.


The first decade of XXI century is a powerful pair of jeans for my miscellaneous legs living music.


lunedì 27 maggio 2013

Legàmi

Tomba del Cane, Brescia
Com'è che l'Italia, soprattutto in epoca rinascimentale ma non solo, è riconosciuta come la fucina da cui sono sorte le più grandi menti della nostra civiltà? Perché mi chiedo tutti questi Leonardo, Michelangelo, Raffaello ecc. ecc. che tanta eco hanno prodotto in tutto il globo? Ok sicuramente la libertà che si è sempre goduta in patria è servita da carburante per questa ricerca di nuovo; ma non ultima infine credo che ragione vada anche ricercata nell'atteggiamento o meglio gusto nazionale di voler portare in gloria a tutti i costi un proprio simile.

lunedì 6 maggio 2013

Uomo artistico

Credo che il senso artistico stia modificando drasticamente il suo modo di raccontarsi.
Guardate il cinema, la musica e altre arti in genere, sembra che lo stallo sia ormai una realtà per tutte. Di certo qualcosa di nuovo verrà scritto, ma se prima il dialogo artistico si instaurava fra l'uomo e l'opera d'arte in senso verticale diretto, oggi quel passaggio è più comune che avvenga fra un uomo e un'altro uomo, cioè in parallelo.
E' economicamente molto più redditizio essendo in fondo un passaparola, infine molto più social.

giovedì 2 maggio 2013

In effetti nulla nutrirebbe meglio il senso di curiosità che il desiderio di conoscenza dell'idrologia terrestre russa nelle sue diverse forme.

martedì 30 aprile 2013

Dreamer

Oggi mi sento un po' sognatore. Di quei sogni non come quando passeggi in città, vedi una presa della corrente che pende accanto alla saracinesca abbassata di un negozio e vorresti attaccarci il phone per asciugarti i capelli. No. Parlo di sogni concreti che si possono realizzare, di quelli che ti concedono di pensare che un giorno potresti ottenere di più dalla vita. Non che oggi abbia poco, anzi quello che ho mi piace e mi basta ma oggi mi va pensare in grande.

domenica 28 aprile 2013

Frequenza

Ci sono città, non sono il solo a pensarlo. Ti dico ci sono anche città, non sono io quello cui gira tutto attorno. Città che si vuol bene: più spesso quando ci si allontana, si mette a fuoco e la visione d'insieme sembra risolversi. E' meno frequente avere tempo per uno sguardo tangenziale. Come tale infatti è più preciso e non si può fermare. Deve andare oltre.

domenica 21 aprile 2013

Imballo












Se consideriamo il "complesso del sesso" una gigante supernova, da alcuni tempi è facile osservare la sua orbita attorno al "complesso da consumo". Come un buco nero la attira a sé.

Capolavoro

Ok vivere e lasciar correre le cose perché siamo comunque fatti di carne e ossa. Non tutti se la sentono di farlo, ma cosa sarebbe il mondo senza chi trascende esultando al capolavoro?

domenica 14 aprile 2013

J'accuse

Non accetto chiamare gioia ciò che procura l'ascolto di certa musica (e.g. quella di L.Einaudi). Ecco l'ho detto.
Per giunta in un contesto come quello odierno che sventola ai quattro venti, come un'incombenza, la necessità dell'insorgere di nuova epoca, di una nuova era, che ha come comandamento plebiscitario la decrescita felice. Quando avremo nuovi momenti di crescita che non sia come in passato coatta? A quando una nuova età dell'Oro? 
Tutti noi l'abbiamo vissuta e il credere alla realizzazione del suo lascito è ciò che ci permette di dubitare e quindi anche di progredire.

lunedì 8 aprile 2013

Ansa

Fiume Garza, Brescia
Ci stiamo abituando a voler bene a noi, agli altri, al nostro benessere, alla nostra disciplina, agli animali, all'ambiente tutto che ci circonda: cioè sommando tutte le sue declinazioni, alla liberta'. Ed è cosa ottima secondo me, l'unica che sono disposto anche io a seguire. E' come se fossimo arrivati al punto che non si ha più un' esclusiva relazione intima con l'altro bensì con l'Altro (che ha assunto molte forme fra cui quella maiuscola). In un contesto del genere diventa singolare e quasi "strano" pensare che siamo tutti uguali forse perché crea stupore che nessuno sia apparentemente differente. Ma le differenze ci sono: nascoste fra le numerose anse dell'animo umano, che come un' onda si increspa avvolgendosi su di sé in un moto tanto unico e personale da essere troppo veloce sempre per concedersi ad un'imitazione ma vicino a chi decide di mettersi al suo fianco.

giovedì 4 aprile 2013

One.More.Time.

Il dono che più di tutti mi consola è certamente la passione per la musica. E' una grande compagnia che, come una piantina, ha bisogno sempre di nuova linfa e cure. Ma se devo ricorrere a un punto fermo e storico da cui sempre ripartire con rinnovata fiducia, devo tornare indietro diversi anni. Ricordo che a metà anni '80 mio papà aveva comprato per sé un walkman della Telefunken forse fra i primi in circolazione. Ricordo che il rivenditore gli aveva anche lasciato un'audio-cassetta bianca di quelle tipo Test d'ascolto con sopra incisi dei brani vari. Beh io ricordo che c'era questo bellissimo pezzo che iniziava con il suono del decollo di un aereo che faceva da prologo ad un incalzante musica pop '70. Poi la cassetta nei vari traslochi venne persa chissà dove e quella canzone non l'ho più sentita.
Quando mi faccio delle domande che mi danno troppo da non saper rispondere, mi solleva pensare che prima o poi mi succederà e penso che succederà in modo casuale, di riascoltare ancora una volta quella canzone che mi piaceva tanto. 

lunedì 25 marzo 2013

Prex, precis

Il precario oltre che ad un essere umano può anche riferirsi a un luogo in cui si prega cioè un luogo in cui si chiede una permissione occasionale, tanto quanto il tempo per richiederla, che dura fino a che il concedente lo permette.
Questo concetto se traslato nei secoli passati si rivela ai miei occhi ben più bello di quello di cui in realtà si tratta: bello infatti è pensare che un tempo la preghiera, parlo di quella religiosa, potesse aiutare il richiedente: cioè il mio onesto immaginario mi fa pensare ad una persona povera che ha bisogno d'aiuto e questo aiuto gli viene conferito da chi dispone di più di lui non solo di denaro ma anche di pietà, misericordia, e di altre qualità che riconducono alla professione del bene.

(Facendo ciò però, non so ma è come se stendessi naturalmente un velo pietoso su tutta la sofferenza che ha portato quella persona a inginocchiarsi; tenendo solo in bella considerazione iil lieto fine e la realizzazione ultima di ogni richiesta.)

Mentre vivere il concetto di precariato in modo contemporaneo corre il rischio di tenere solo in considerazione la condizione di disagio soprattutto economico: nella mancata realizzazione di ciò che si vorrebbe fare, essere o ottenere soprattutto però attraverso il proprio lavoro.

(E facendo questo invece stendo un velo pietoso al  nascondere che quella persona precaria lo sia solo in senso economico trascurando che voglia inoltre chiedere vicinanza, supporto morale o comunque crescita. Credendo che essendo a me precisa deve da sé arrangiarsi così come qualunque altro che ha raggiunto uno stato di maggior autonomia che gli ha permesso invece di trovare lavoro. Credere quindi nell'uguaglianza può anche permettere di credere che una persona debba essere abbandonata perché si realizzi? O deve essere aiutata e seguita?)

E' il lavoro oggi che fa da unico tramite fra ciò che si chiede e ciò che viene concesso? E' la mancanza di lavoro che crea disagio cioè nessuno è povero se ha un lavoro? 
Penso che non lo sarà mai e poi mai. Ogni giorno che passa ogni cosa ed ogni essere riceve una carica di utilità che non può più rifiutare: per il bene di ciò che succederà domani. 

lunedì 18 marzo 2013

Scandaglio

Ci sono cose che si svelano man mano e solo il tempo permette loro di farsi chiare: potete lusingare aspirare comprare chiedere o persino forzare ma se non è il momento non lo è e basta. Poi come un lampo ecco che tutto si rende chiaro ai sensi e alla comprensione. Vivo la vita forse in modo troppo metaforico e poco pratico lo ammetto; ma lasciate che viva questo sogno senza vergogna. Esponendolo. Di metafore ne trovo a bizzeffe in ogni cosa cercandole quasi come nutrimento per il mio benessere. E' come se ad ogni occasione passassi allo scandaglio ogni mia esperienza perché in fondo vorrei credere che quello che compone la mia sensibilità abbia sempre a che fare con qualcosa (cioè la convinzione che la realtà da sola non basti ed abbia bisogno essa stessa di altro per esistere) e a volte trovo delle relazioni con stupore sicuro di aver capito. Che a questo mondo non tutto è un caso ma che le cose ci avviluppano tutte in un divenire multidirezionale.

domenica 10 marzo 2013

Il convoglio che sfreccia mentre sopra le rondini.



National anthem of Botswana translated in English:

Fatshe leno la rona
Ke mpho ya Modimo,
Ke boswa jwa borraetsho;
A le nne ka kagiso.
Chorus:
Tsogang, tsogang! banna, tsogang!
Emang, basadi, emang, tlhagafalang!
Re kopaneleng go direla
Lefatshe la rona.
Ina lentle la tumo
La chaba ya Botswana,
Ka kutlwano le kagisano,
E bopagantswe mmogo.
Chorus



Blessed be this noble land,
Gift to us from God's strong hand,
Heritage our fathers left to us.
May it always be at peace.
Chorus:
Awake, awake, O men, awake!
And women close beside them stand,
Together we'll work and serve
This land, this happy land!
Word of beauty and of fame,
The name Botswana to us came.
Through our unity and harmony,
We'll remain at peace as one.
Chorus

mercoledì 27 febbraio 2013

Buon senso

Dopo le elezioni avvenute nel mio Paese mi vengono spontanee alcune riflessioni e cogitazioni che lascerei nel turbine del mio cervello. Una cosa la devo esporre infatti: quando erano in vita i vari Pitagora, Archimede, Bernoulli, Euclide ecc. (cioè le grandi menti del ragionamento), ma gli altri checcavolo facevano?

domenica 24 febbraio 2013

Lusso II

Qualche giorno fa mia mamma mi aveva invaghito dicendomi che aveva pronto in uscita dalla sua dispensa  un salame cotto, chiamato dalle nostre parti "Rosetta", da mettere in padella e che mancava solo da definire la data del banchetto. Ecco che accordati per oggi a pranzo sono andato a "trovarla pronta" dai miei genitori. Il menù recitava quindi salame cotto, spinaci al burro e parmigiano, purè di patate, polenta e lenticchie e dulcis in fundo, piedini di maiale lessati. Il tutto irrorato da una bottiglia che mio papà ha voluto stappare con mia grande gioia e curiosità: Barolo Cannubi millesimo 1990. Non potevo immaginare migliore accoglienza da parte loro. Quando mia mamma si mette ai fornelli, beh ha del magico. Lo è ancora di più secondo me quando è lei che prende l'iniziativa di preparare piatti di tradizione, lei che sarebbe così ben disposta all'esperienza di nuove pietanze. Si tratta di cose mangiate da noi svariate volte in passato, senza che siano per forza un cliché della domenica o piatto che piaceva alla nonna e quindi che deve essere riproposto con devozione. A lei è venuto in mente di preparare quelle cose e se è disposta a fare questo beh allora se ne vedranno delle belle. E difatti, Chapeau!, era tutto squisito e ineccepibile (tolto un leggero sentore di rancido sull'esterno delle fette di salame ma appena appena percettibile forse una leggera ossidazione nella stagionatura). Poi che dire del Barolo? All'inizio come era logico c'erano sentori un po' chiusi e ridotti che coi minuti si sono fatti sempre più ampi fino a svanire lasciando spazio a sentori di grande freschezza e vitalità nonostante i ventitré anni di bottiglia: buonissimo e vivissimo. Un'ultima considerazione: pensare che negli anni '90 invece di bere Barolo "contemporanei" cioè al massimo quelli della fine degli anni '80, non ho avuto occasione, forse sullo slancio dell'onda travolgente della moda, di provare Barolo pronti come si doveva, degli anni '60 o '70. Ma forse è stato meglio così.

venerdì 22 febbraio 2013

Trattato di geosofia

Giardini Spalto San Marco, Brescia
Prendete una qualsiasi cosa. Una di un qualunque genere: da quello artistico a quello meccanico, da quello letterario a quello gastronomico, da quello etico a quello sociale. Potremmo poi fare transitare ad esempio quest'opera in Germania per un collaudo, d' Oltralpe per una confezione carina, in Inghilterra per poi essere mossa con agilità e ancora in Spagna per un restauro, in Lituania per svilupparla, in Belgio per farci le prove di aerodinamica, a Cipro per metterci del feltro, in Romania per l'etichetta, in Grecia per le decorazioni, in Lussemburgo per il recupero, in Ungheria per creare contatti. Poi fatela giungere in Italia. In quale altro paese altrimenti ad ogni relatività dar fermento?



sabato 16 febbraio 2013

Voglio stare con te

Oh Patria perché mai dovrei avere a che fare con te e con la tua salute? Quale sussulto spinge me invano a rivolgerti le mie attenzioni? Potremmo noi forse continuare nell'indifferenza dei decenni scorsi e forse anche futuri che ti han portano vicina all'esclusione dalla scena come prima protagonista accorpandoti ad altri lidi?
Ma ora tu non risparmi più il mio acconsentire ed io vorrei ricambiare tutto il bello che mi hai fatto recapitare fino a qui. L'ho visto nelle tue città e nelle imprese in campagna di molti che hanno fatto, in momenti che or non si può, qualcosa di notevole aggiungendo variopinti veli e sgargianti sete alle tue vesta.
Non voglio curarmi della tua integrità: non è mai servito a nulla: sei selvaggia e come tale arraffi quanto è in tuo potere.
Vorrei crederti di più e mai più condividerti. Voglio stare con te.
Ti dico che non sono più io il consegnatario diretto di ciò che vorresti da me. Ora per te ciò che voglio e ciò che vuoi lo lascerò nel mio cammino così come si lascia un biglietto. Ché troppo sento i bei tuoi passi bui volermi accanto.

giovedì 14 febbraio 2013

Cash


Devo dire che sono un po' ignorante in materia di folk songs americane. Ho appena finito di guardare un film sulla vita di Johnny Cash e June Carter. Che bello! E che canzoni! Eccone una in particolare, registrata durante il suo famosissimo concerto tenuto in un penitenziario, di fronte ad un pubblico di carcerati. Che coraggio Johnny!!!!

sabato 26 gennaio 2013

Élite

Fiera di Sant'Angela Merici a Brescia
Da qualche mese sto imparando a suonare il pianoforte. Non so leggere a menadito la musica ma ho trovato un rimedio per imparare ad eseguire brani di musica classica: lo faccio ad orecchio con un programma al computer che mi consente in punti difficoltosi di rallentare la velocità per scomporlo meglio e così poi riprodurlo. Cosa non si fa, ahi ahi ahi, per agevolare un certo senso di pigrizia!
Questo meccanismo per quanto funzioni mi sembra lo stesso meccanismo del vedere e scaricare musica o film gratis da internet. In entrambi i casi non si passa dalla cassa: quella dell'applicazione al passaggio di informazioni verso il cervello in modo democratico cioè né autarchico né d'élite nel mio caso: nel secondo caso quella ben più evidente del pagare il noleggio o l'acquisto del file.
Penso che ci sia utilità in entrambi i casi ma così facendo ho paura che si metta in disparte qualcosa che ha a che fare con la qualità della vita.

martedì 22 gennaio 2013

Train




"Ora che debbo io dire di quelli, che escono dello scrittoio fra la gente con la penna nell'orecchio? e di chi porta il fazzoletto in bocca? o di chi l'una delle gambe mette in su la tavola? e di chi si sputa in su le dita? e di altre innumerabili sciocchezze? le quali né si potrebbon tutte rancore, né io intendo di mettermi alla pruova,anzi saranno per avventura molti, che diranno queste medesime, che io ho dette, essere soverchie."
              
da il "Galateo" di Giovanni Della Casa

venerdì 11 gennaio 2013

Moda mare Estate 2013


Il sasso parla fra sé e sé. "Non so come mai, dice, ma ho la sensazione di essere molto intelligente. Forse il motivo di questo è il vivere costantemente in superficie. Mi sento molto intelligente perché riesco molto bene a vedere e capire le cose: perché sono cose mai troppo profonde o che richiedono poca o nessuna dedizione. Nella mia vita basta posare lo sguardo, così solo per  condividere pensieri di alcune persone che dicono qualcosa ed il gioco è fatto. Nulla più mi sfugge: tutto è alla mia portata basta solo aderirvi".

martedì 1 gennaio 2013

Metro

Qui dalle mie parti il nuovo anno promette grandi cose, prima fra tutte la realizzazione compiuta della metropolitana leggera di Brescia. Facendovi con questa appendice gli auguri di Buon Anno Nuovo e buone cose, il mio pensiero corre ai tempi in cui fu creata la Metro di Budapest ad esempio, e a tutte le persone che a quel tempo hanno atteso, come oggi faccio io, il giorno di prova del primo viaggio.
http://vimeo.com/49759891

domenica 23 dicembre 2012

Ricreazione


Mi irrita pensare che anche di domenica ci siano politici che devono lavorare, invece di approfittare di un giorno di tregua dal lavoro stando sul divano a guardare un film o ad accarezzare il cane. Ma una pausa, un break invece? Non c'è più tempo per la ricreazione? E' già finita?

domenica 16 dicembre 2012

Ciao Gino!

Ci sono vini fragorosi di 15 gradi:
altri inebrianti anche di soli 11,5.


{To come}


(Coniugazione al presente, in dialetto bresciano, del verbo ègner, che in inglese significa to come):

[me ègne
 te ta ègnet
 lü 'l vé
 noàlter egnòm
 voàalter ignìf
 lur i vé.]


martedì 11 dicembre 2012

People keep on knockin'!

Ci sono persone e persone e persone. Anche nella mia città ce n'è di tutti giusti ed etnie per il piacere degli occhi e della sensazione. Ma ce ne sono alcune che hanno dell'incredibile. Come quel signore che spesso vedo la mattina presto mentre vado al lavoro. Io in macchina e lui in bici. Avrà che ne so, settant'anni e lo osservo rapito, sulla sua bicicletta vecchia quanto lui, mentre spinge rapporti durissimi, che lo fanno ciondolare un po'. Chi possa essere lo ignoro; riesco solo ad immaginarlo e di lui mi sono fatto l'idea che sia una sorta di protettore o sorvegliante che percorre a ronda instancabile le vie della nostra città per assicurare che tutto si svolga per il meglio. Mentre le sue pedalate che hanno cadenza precisa come i rintocchi delle ore, fanno nascere il tempo che scorre tra noi.

domenica 2 dicembre 2012

Soprano

"Nulla in mundo pax sincera" griderebbe lo scettico?
"Nel mondo ci sono troppe brutture perché si possa credere ad una pace duratura".
Forse lo stesso scettico ci nasconde un suo sentimento più profondo e da lui meglio celato: cioè l'affermare che non ci sia pace possibile è forse pasciarsi troppo in essa e non volerla condividere per paura di perderne anche solo un cicinìn.
Ma io anche in questo atteggiamento, che ha a che fare con l'istinto di conservazione, ci vedo senso umano e penso che possa essere utile a chi vuol credere e non solo verificare.

mercoledì 21 novembre 2012

Ramingo

Sempre alto clamore incede
l'odor di calcinacci stanchi
e di cantieri edili aperti,

me che vo misurando
vicoli che un tempo
Roma distese.

Così, mai come
in altra parte di Brescia amata
mi pare scorger l'ora.


                                                                     












(foto: Giardino di Palazzo Martinengo via Musei, Brescia)

martedì 20 novembre 2012

Chiaro d'autunno


Sovente Intelligenza 
sceglie di porsi 
laddove innocenti Angeli
concedon ricami in precedere;
e ne chiedono uno di conseguenza.

lunedì 12 novembre 2012

Stop the pigeon?

Ieri ero in macchina e osservavo un piccione che beccava sul marciapiede. Con la coda dell'occhio lo osservavo perché volevo vedere se al mio passaggio si spostasse così solo per timore che lo investissi o solo per istinto. Invece come niente fosse passato a sessanta all'ora a dieci centimetri da lui ha continuato a beccare. A questo punto ho iniziato a pensare quale fosse il motivo della sua noncuranza nei miei confronti che rappresentavo un pericolo.
La teoria scientifica mi viene incontro dicendomi che il piccione col tempo si è abituato a situazioni off limits come questa e quindi le affronta con tranquillità dato l'elevato numero di macchine che gli passano a distanza ravvicinata così di continuo. Sviscerando questo concetto lo si può ridurre all'out out: cioè il piccione o rischia di fermarsi al mio passaggio con la prospettiva di trovare del cibo o vola via altrove proseguendo per tentativi e soprattutto ricominciando da zero, abbandonando cioè un luogo che già conosceva e che aveva messo a setaccio.
La scienza vuole che tutti noi esseri viventi ci comportiamo così. Cioè che, in questo caso, il piccione stia per forza cercando del cibo. Tutti siamo convinti di questo.
Ma come dimostrare questa certezza così immediata nel ragionamento di ogni essere umano?
E' necessario trovare una spiegazione scientifica ad un tale bisogno o la dobbiamo prendere così per buona?
Dovevate vederlo il bel piccione come era intento.

martedì 30 ottobre 2012

Try

Fra le forme che assume la relatività c'è un comodo spazio libero cui si adagia la presunzione.

giovedì 27 settembre 2012

Ossigeno relativo

Ognuno è imbattibile nel gioco che deve fare.

Mulinello di sabbia

Nel mio lavoro ho a che fare con persone che vanno e vengono liberamente e si servono da sole in quello che comprano. Interagire con loro è come quando, non ricordo e ne son sicuro, al mare piccolissimo giocavo sotto l'ombrellone con la sabbia munito di paletta e secchiello.

giovedì 20 settembre 2012

Pezzi


Pezzi (come questo di Eminem) che escono, spaccano, vanno in frantumi in mille misure diverse che dopo anni ne ritrovi in giro qualche residuo. Dove? Non lo so.

domenica 26 agosto 2012

Primavera





Ieri ha aperto i battenti il ristorante cinese sopra il supermercato in cui  lavoro. Mi ha rallegrato vedere, ieri all'ora di pranzo, sedute ai tavoli molte persone fra cui ho notato un tavolo di ragazzi diciamo mediorientali dato che le donne avevano un vistoso copricapo in testa. Mi ha fatto piacere vedere extracomunitari che vengono serviti nei locali della mia città visto che spesso il luogo comune dell'opposta situazione non permette di vedere bene. Non mi è mai apparsa così chiara la forza della ristorazione cinese: accoglie tutti.

sabato 4 agosto 2012

Cruciverba

Meglio di qualunque oroscopo o sorta di divinazione non c'è nulla di più vicino all'ovattata interpretazione della propria individualità nel mondo di cose che ci circonda, che il sedersi sul divano e fare un cruciverba.

domenica 22 luglio 2012

Cidneo



                  La prima volta che mi sono innamorato volevo staccare la spina del frigorifero.

domenica 15 luglio 2012

Reo

Non è mai scontato o semplice fare delle scelte. Spesso le si vorrebbero fare in modo completamente solitario così da essere i soli encomiabili rei del proprio accadere. A volte invece le si fanno prendere agli altri se non allo stesso susseguirsi attonito degli eventi.
Io dico che l'uomo stesso, calato in un contesto di sobria seppur coraggiosa responsabilità, vicino alla comprensione delle persone che gli stanno a fianco e immerso nello scorrere degli eventi, può essere considerato "condizionat' artefice" della propria vita.

domenica 8 luglio 2012

Estate

Oggi nella mia domenicale passeggiata in bicicletta osservavo i campi agricoli in periferia immersi nel tardo pomeriggio in un sole ancora caldo ma calante. Che bello indossare occhiali scuri a quell'ora! Viste attraverso quelle lenti le verdi distese era come se mi invitassero a mettermi lì fra loro. A sdraiarmi e aspettare il momento di levare gli occhiali per guardare in sù.

venerdì 6 luglio 2012

Trolley

Percorro in bicicletta il viale che mi riporta a casa e da lontano vedo una ragazza che sopraggiunge di fronte a me che trascina un trolley. La sua maglia bianca estiva che le scopre le spalle cattura la mia attenzione; ci avviciniamo sempre più e all'altezza di un portone  mi trovo di fronte ad un rivolo di acqua che probabilmente si è creato dopo che quel lembo di asfalto era stato lavato. Per evitarlo io mi sono messo sulla sinistra e ho liberato il passaggio sulla destra quindi da lei imboccato. Così facendo era lei che si bagnava le scarpe e le ruote della valigia mentre le ruote della mia bici rimanevano all'asciutto. La cosa strana è che tutto ciò è avvenuto nella semplicità più naturale come suffragata da un tacito accordo.

- Provincie + Mondo

Carote dell'Aquila, fagiolini di Cesena, limoni d'Amalfi, arance Tarocco di Sicilia, ciliegie di Verona, bietole di Puglia, carciofi spinosi sardi, mele Trentine, pomodori di Pachino lavorati a Fondi, meloni di Mairano, zucca mantovana, radicchio tondo di Chioggia, basilico della Riviera di Ponente, clementine calabresi, fragole di Napoli, cavolo nero toscano, la tonda gentile del Piemonte.
Oceano Atlantico dalle sembianze di un eroe della Marvel
Nulla da invidiare, forse da commisurare, all'indivia Belga, al pomodoro grappolo d'Olanda, ai cavolini di Bruxelles, all' angurie dell'Hellas, ai meloni Charantais della Martinica, agli ananas della Costa Rica e alle nespole di Spagna. Sono differenti modi di essere contadini.
Vivranno ancora le capacità dei contadini del Bel Paese? Di una nuova veste sì, anche se il miraggio dell'orizzonte tarpa la radice che ci tende alla nostra terra.
Non c'è da preoccuparsi perché abbiamo buonissima memoria: col pensiero ci sarà facile ritrovare le cose belle di ieri. Non ci è concesso dimenticarle.

giovedì 21 giugno 2012

Nespole

C'è un albero molto particolare nel mio immaginario: è il nespolo. Eleganti e un po' esotici abbelliscono tanti giardini pubblici e privati. Osservarli in questi giorni è gran spettacolo per i tanti frutti cui son carichi. Cosa molto singolare è che da diversi giorni ormai i mercati ne sono sprovvisti; lo è ancora di più pensare che il prodotto messo in commercio sia stato quasi esclusivamente estero. Ma dove sono finiti, mi chiedo, gli utili derivati dai frutti degli alberi nostrani? Ecco a volte, perdendomi nei lunghissimi attimi delle quiete anse del pensiero, mi sento come un Nespolo.

sabato 2 giugno 2012

Distorsioni


Osservare fissi una fonte di luce tenendo fermo lo guardo e poi subito dopo chiudere gli occhi senza muover la testa rivolti quindi sempre alla luce, fa si che "non vediamo"  un'immagine.  Come una fotografia della cosa che si intrometteva fra noi e la luce; un bianco e nero dalla forma precisa ma che col passare dei secondi si affievolisce fino a svanire. Stessa cosa si ottiene quando al mare con la testa rivolta all'insù apriamo e chiudiamo velocemente  gli occhi girando leggermente l'orbita degli stessi e poi chiudendoli: "non vediamo" questa fotografia di diversi puntini neri tanti quante sono state le volte che abbiamo sbattuto gli occhi. Così anche la nostra persona quando sogna, soprattutto di notte, riporta all'immaginazione onirica e a volte convulsa il vissuto esposto alla luce più o meno intensa che ha avuto il trascorso immaginario della giornata o l'interpretazione personale di un particolare evento.

venerdì 1 giugno 2012

Breathe


Cosa può destare in noi il bisogno di attimi di nostalgia? Forse sono i ricordi che il tempo non permette di trattenere e che noi in coscienza accarezziamo e assecondiamo come il nostro respirare fa con l'espirare.