Translate

domenica 22 aprile 2012

Chiamateli capricci!


Perché a volte ci si danna l'anima cioè perché si è costretti a combattere con ciò con cui ciascuno di noi condivide la vita di ogni giorno? Sembra infatti che a volte resistere alle difficoltà di ogni giorno significhi di forza far leva su di Lei. Lei è molto impressionabile ma l'unica cosa che si deve fare è purtroppo far fronte alle avversità dando tempo quindi ad ella di ambientarsi. Ma quando la si nota in una situazione di disagio non c'è santo che tenga è lei che prende il sopravvento e portandoci in uno stato di alterazione emotiva ci conduce nei luoghi oscuri della sua curiosità. Poi una volta percorsi i suoi itinerari nuvolosi di colpo, tutto finisce. Ma non perché si è tolta il vezzo dell'escursione. No. Solo che rimane appagata del giro fatto assieme. Non so mai come rapportarmi e anzi è sempre lei che prende l'iniziativa. Povera lei sola laggiù ed io quivi. A volte mi sembra proprio di sentirla lei, viva più che mai che cerca di spronarmi. Se non ci fosse, sarei perduto.

Ed è così che oggi di ritorno da una giornata combattuta, mi sono messo a tavola e ho accompagnato un risottino fatto con del buon brodo di biancostato di manzo, con un paio di bicchieri di un grandissimo Latricieres-Chambertin. Non bevo questi vini tutti i giorni ma era una bottiglia che da tempo conservavo e che ho deciso di aprire proprio oggi. Di colore rosso limpido da subito al naso mi sono accorto della sua fragranza. Al gusto poi  ho riconosciuto la freschezza che solo i terreni di Borgogna sanno dare ai suoi vini rossi che raggiungono i loro apici a lunga distanza di tempo. Bere grandi vini è di certo la cosa più vicina al dissetarsi che io conosca. Ma al di là di epicurei apprezzamenti della vita la cosa che più mi rende felice in questi momenti è l'aspettativa che tutto ciò mi procura. Anche adesso nel volerne scrivere e comunicarlo a chi vuole. Ed è questo mio discernere il gusto che le piace e che allo stesso tempo rende me sicuro e ben disposto. 

mercoledì 18 aprile 2012

Dass alles für Freuden erwacht!

...."Erbe buone e verdure d'ogni genere
crescono qui nel celeste giardino,
buoni asparagi, buoni fagiolini,
e tutto quello che più ci va a genio.
Pieni e pronti, ecco, son tutti i vassoi.
Ottime mele e pere, uve rare,
e gli ortolani, qui, lasciano fare.
E caprioli, e lepri, chi li vuole?
Dal mezzo della strada, le bestiole
coron dentro in cucina qui da noi.
E se un giorno di magro poi verrrà,
tutti i pesci, con gioia,a galla nuoteranno!
Già là San Pietro pesca
con la rete e con l'esca
nel vivaio celeste:
e Santa Marta sia la cuoca, presto!"....


Estratto de "DAS HIMMLISCHE LEBEN", traduzione di Quirino Principe.

sabato 24 marzo 2012

From Alice in Chains to Alice in Wonderland


Quanto mi sarebbe piaciuto assistere all'inaugurazione del parco zoologico  qui a Brescia. Correva il 29 giugno 1913 quando aprì i battenti lo zoo in Castello, sul colle Cidneo. Non so, e da buon bresciano me ne vergogno un po', quando è stato chiuso. Una fonte mi dice nei primi anni novanta ma non so altro. Nella mia ricerca su internet ho scoperto anche il nome della prima leonessa che quivi è stata portata. Catturata in Uganda il suo nome fu Sadisc. 

venerdì 16 marzo 2012

Tangerine

La cosa più brutta di tutte
le macchine è
la prevedibilità del loro
ineffabile insuccesso. 
Non è pessimismo
ma, per quanto siano utili,
fiducia in altro.

giovedì 15 marzo 2012

E io pago!


Che cos'è il pagare se non il voler avere sott'occhio la ricevuta di un prestato rapporto fra persone? Questo atteggiamento non è altro che la nostra congenita antichissima e strana avidità, di volere vedere e sapere e capire ed infine essere in prima persona lo stesso atto di quella transazione.

giovedì 8 marzo 2012

Equazioni

























Cape Canaveral ha un gettito molto lungo a quanto pare. Sta diventando la Woodstock del XXI secolo. Quindi come in una equazione matematica sesso droga e rock and roll stanno rispettivamente a luce gravità e orbita. Il tutto mentre ascoltiamo una playlist della nostra musica preferita.

Princìpi e fini














Sembrerebbe che
nessuno abbia più princìpi; 
ma almeno un paio di fini, beh quelli sì.
Sceglierne uno o adottarne entrambi 
è un imperativo che ci rende vivi ancora
più del conoscere la nostra origine. 

martedì 6 marzo 2012

Brixia


La mia città è in continua trasformazione: parchi verdi nuovi, edifici progetti di laboriosi architetti e stranieri di ogni età che giocano a volano in parrocchia; mentre fra questi c'è sempre chi, adolescente, ascolta musica africana.
Ogni giorno che passa la mia analisi riveste la mia città di tale consolidata bellezza che per quanto acuta a volte penso possa soffocarla. Tentativo infatti è sempre quello di cristallizzare la mia visione, riporla in un minerale con mille sfaccettature da osservare come il più bel soprammobile esistente.
Alzati quindi amico mio, amica mia paritaria (ciao Gino)! Non pensare che ciò che vedi possa avere il seguito tanto sospirato e lascia che sia lo stesso pensiero libero di crearsi e modificarsi, perché solo sussiste di fiducia riposta.

domenica 4 marzo 2012

Banchetti nostrani


Giuseppe Garibaldi sbarcò a Marsala e in questi ultimi mesi una schiera di persone vuole mettere l'accento su tale impresa. Io la considero grandiosa. Allo stesso modo mi capita di pensare a Giuseppe Verdi e a Busseto che gli diede i natali.
Ma è dunque possibile fissare univocamente l'attenzione su uno solo dei frutti di questo nostro strano lembo di terra? 
Cioè: possibile che Marsala sia anche paese di uno dei più illustri vini dolci del mondo? 
Ossia: possibile Busseto capitale di grandissimi salumi che anche il principe Carlo d'Inghilterra ne fa grande scorta per le sue tavole?
Nel nostro paese esistono numerose contese di questo genere e tale ricchezza sono convinto che porta ad uno stato di intorpidimento come quando si  è mangiato troppo. Le contese più divertenti sono sicuramente quelle che vedono schierati da un lato l'umano dall'altro il suo rendimento. 
Subito, lo spirito contemporaneo che ci vuole portare a repentine conclusioni, vuole invitarci a decidere. 
Chi o Cosa trionfare ma soprattutto a scapito di quale altro?
Credo che questa continua frattura che si crea nell'obbligo che sentiamo di formulare una valutazione, porta a perdere la consapevolezza e dell'uno e dell' altro. 

martedì 28 febbraio 2012

Mitili



Immaginiamo (voce del verbo immaginare) che ci siano due stati entrambi molto popolosi: quello del relativismo e quello della relatività. Ai confini di stato prima ci stava il doganiere silente ora la logorroica cozza.

giovedì 23 febbraio 2012

Grattugia di professione!


Che specialità il Parmigiano! Soprattutto, nelle sue diverse versioni,  lo grattugiamo a bricioline sulla pasta. E' un azione talmente entrata nel nostro immaginario che ha definito fortemente la posizione di questo formaggio e si fa fatica a vederne migliore sistemazione. All'apparenza sembrerebbe che la nostra cultura italica voglia vanificare le sue qualità dissolvendolo in minime parti sminuendone quindi la sua intensità. Ma è solo quando il frigorifero è un po' sfornito che prendendone un pezzetto e mangiandolo ci rendiamo conto che forse, più buon formaggio non ci sia. 
E' come se la nostra cultura ci dicesse che le cose più buone vanno spolverate e unite ad altro; ogni giorno, se si può. Perché goderne da sole può essere solo un ripiego relegato ad un'assoluta, se pur eccelsa, incomunicabile solitudine.

martedì 21 febbraio 2012

Fantasie




Ciò che permette ad una persona il voler conoscere
un'altra persona è la distanza che li separa.
Penso che se riuscissimo a creare una funzione 
di questo rapporto l'unità di misura del risultato sarebbe anni/luce.

Cavalli & Cristalli





Spesso ultimamente penso ad Einstein: è stato grandioso a far germogliare il seme della relatività ai nostri tempi. 
Qualche anno dopo però, tali germogli furono notati da un contadino che passava lì per caso(?) una sera mentre il rosso tramonto gli imbruniva la pelle. 
Subito se ne fece un' idea e volle portarsene via uno per studiarselo ben bene a casa. Arrivato a casa volle ripiantarlo in un vaso ma mentre se ne occupava vide che quel germoglio non era poi così bello come credeva. 
Invece di riportarlo là dove l'aveva trovato, prese il vaso e lo portò giù in cantina. Fù lì in cantina che accadde qualcosa di strano: il germoglio iniziò a crescere tanto velocemente che tutti in paese vennero a saperlo. I suoi rami e le sue foglie  avevano invaso tutto il paese: le sue liane avevano avvolto i mestoli e tutte le stoviglie della cucina della trattoria in piazza; si erano insinuate fra i soprammobili del negozio di cristalleria; persino l'ippodromo con i cavalli che correvano ne furono invischiati. Se però c'era una nota positiva è che pur avendo immobilizzato il paese, i suoi frutti erano alla portata di chi se ne voleva cibare. 

domenica 19 febbraio 2012











    Inequivocabili e
    non lontani ricordi
    echeggiano alla musica
    e mi prostrano
    al cospetto di devozioni
    mai nuove.

sabato 18 febbraio 2012

                                       
                                         Dimmi perché tu ami sempre gli altri ed io amo solo te (cit.).