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domenica 24 febbraio 2013

Lusso II

Qualche giorno fa mia mamma mi aveva invaghito dicendomi che aveva pronto in uscita dalla sua dispensa  un salame cotto, chiamato dalle nostre parti "Rosetta", da mettere in padella e che mancava solo da definire la data del banchetto. Ecco che accordati per oggi a pranzo sono andato a "trovarla pronta" dai miei genitori. Il menù recitava quindi salame cotto, spinaci al burro e parmigiano, purè di patate, polenta e lenticchie e dulcis in fundo, piedini di maiale lessati. Il tutto irrorato da una bottiglia che mio papà ha voluto stappare con mia grande gioia e curiosità: Barolo Cannubi millesimo 1990. Non potevo immaginare migliore accoglienza da parte loro. Quando mia mamma si mette ai fornelli, beh ha del magico. Lo è ancora di più secondo me quando è lei che prende l'iniziativa di preparare piatti di tradizione, lei che sarebbe così ben disposta all'esperienza di nuove pietanze. Si tratta di cose mangiate da noi svariate volte in passato, senza che siano per forza un cliché della domenica o piatto che piaceva alla nonna e quindi che deve essere riproposto con devozione. A lei è venuto in mente di preparare quelle cose e se è disposta a fare questo beh allora se ne vedranno delle belle. E difatti, Chapeau!, era tutto squisito e ineccepibile (tolto un leggero sentore di rancido sull'esterno delle fette di salame ma appena appena percettibile forse una leggera ossidazione nella stagionatura). Poi che dire del Barolo? All'inizio come era logico c'erano sentori un po' chiusi e ridotti che coi minuti si sono fatti sempre più ampi fino a svanire lasciando spazio a sentori di grande freschezza e vitalità nonostante i ventitré anni di bottiglia: buonissimo e vivissimo. Un'ultima considerazione: pensare che negli anni '90 invece di bere Barolo "contemporanei" cioè al massimo quelli della fine degli anni '80, non ho avuto occasione, forse sullo slancio dell'onda travolgente della moda, di provare Barolo pronti come si doveva, degli anni '60 o '70. Ma forse è stato meglio così.

venerdì 22 febbraio 2013

Trattato di geosofia

Giardini Spalto San Marco, Brescia
Prendete una qualsiasi cosa. Una di un qualunque genere: da quello artistico a quello meccanico, da quello letterario a quello gastronomico, da quello etico a quello sociale. Potremmo poi fare transitare ad esempio quest'opera in Germania per un collaudo, d' Oltralpe per una confezione carina, in Inghilterra per poi essere mossa con agilità e ancora in Spagna per un restauro, in Lituania per svilupparla, in Belgio per farci le prove di aerodinamica, a Cipro per metterci del feltro, in Romania per l'etichetta, in Grecia per le decorazioni, in Lussemburgo per il recupero, in Ungheria per creare contatti. Poi fatela giungere in Italia. In quale altro paese altrimenti ad ogni relatività dar fermento?



sabato 16 febbraio 2013

Voglio stare con te

Oh Patria perché mai dovrei avere a che fare con te e con la tua salute? Quale sussulto spinge me invano a rivolgerti le mie attenzioni? Potremmo noi forse continuare nell'indifferenza dei decenni scorsi e forse anche futuri che ti han portano vicina all'esclusione dalla scena come prima protagonista accorpandoti ad altri lidi?
Ma ora tu non risparmi più il mio acconsentire ed io vorrei ricambiare tutto il bello che mi hai fatto recapitare fino a qui. L'ho visto nelle tue città e nelle imprese in campagna di molti che hanno fatto, in momenti che or non si può, qualcosa di notevole aggiungendo variopinti veli e sgargianti sete alle tue vesta.
Non voglio curarmi della tua integrità: non è mai servito a nulla: sei selvaggia e come tale arraffi quanto è in tuo potere.
Vorrei crederti di più e mai più condividerti. Voglio stare con te.
Ti dico che non sono più io il consegnatario diretto di ciò che vorresti da me. Ora per te ciò che voglio e ciò che vuoi lo lascerò nel mio cammino così come si lascia un biglietto. Ché troppo sento i bei tuoi passi bui volermi accanto.

giovedì 14 febbraio 2013

Cash


Devo dire che sono un po' ignorante in materia di folk songs americane. Ho appena finito di guardare un film sulla vita di Johnny Cash e June Carter. Che bello! E che canzoni! Eccone una in particolare, registrata durante il suo famosissimo concerto tenuto in un penitenziario, di fronte ad un pubblico di carcerati. Che coraggio Johnny!!!!

sabato 26 gennaio 2013

Élite

Fiera di Sant'Angela Merici a Brescia
Da qualche mese sto imparando a suonare il pianoforte. Non so leggere a menadito la musica ma ho trovato un rimedio per imparare ad eseguire brani di musica classica: lo faccio ad orecchio con un programma al computer che mi consente in punti difficoltosi di rallentare la velocità per scomporlo meglio e così poi riprodurlo. Cosa non si fa, ahi ahi ahi, per agevolare un certo senso di pigrizia!
Questo meccanismo per quanto funzioni mi sembra lo stesso meccanismo del vedere e scaricare musica o film gratis da internet. In entrambi i casi non si passa dalla cassa: quella dell'applicazione al passaggio di informazioni verso il cervello in modo democratico cioè né autarchico né d'élite nel mio caso: nel secondo caso quella ben più evidente del pagare il noleggio o l'acquisto del file.
Penso che ci sia utilità in entrambi i casi ma così facendo ho paura che si metta in disparte qualcosa che ha a che fare con la qualità della vita.

martedì 22 gennaio 2013

Train




"Ora che debbo io dire di quelli, che escono dello scrittoio fra la gente con la penna nell'orecchio? e di chi porta il fazzoletto in bocca? o di chi l'una delle gambe mette in su la tavola? e di chi si sputa in su le dita? e di altre innumerabili sciocchezze? le quali né si potrebbon tutte rancore, né io intendo di mettermi alla pruova,anzi saranno per avventura molti, che diranno queste medesime, che io ho dette, essere soverchie."
              
da il "Galateo" di Giovanni Della Casa

venerdì 11 gennaio 2013

Moda mare Estate 2013


Il sasso parla fra sé e sé. "Non so come mai, dice, ma ho la sensazione di essere molto intelligente. Forse il motivo di questo è il vivere costantemente in superficie. Mi sento molto intelligente perché riesco molto bene a vedere e capire le cose: perché sono cose mai troppo profonde o che richiedono poca o nessuna dedizione. Nella mia vita basta posare lo sguardo, così solo per  condividere pensieri di alcune persone che dicono qualcosa ed il gioco è fatto. Nulla più mi sfugge: tutto è alla mia portata basta solo aderirvi".

martedì 1 gennaio 2013

Metro

Qui dalle mie parti il nuovo anno promette grandi cose, prima fra tutte la realizzazione compiuta della metropolitana leggera di Brescia. Facendovi con questa appendice gli auguri di Buon Anno Nuovo e buone cose, il mio pensiero corre ai tempi in cui fu creata la Metro di Budapest ad esempio, e a tutte le persone che a quel tempo hanno atteso, come oggi faccio io, il giorno di prova del primo viaggio.
http://vimeo.com/49759891

domenica 23 dicembre 2012

Ricreazione


Mi irrita pensare che anche di domenica ci siano politici che devono lavorare, invece di approfittare di un giorno di tregua dal lavoro stando sul divano a guardare un film o ad accarezzare il cane. Ma una pausa, un break invece? Non c'è più tempo per la ricreazione? E' già finita?

domenica 16 dicembre 2012

Ciao Gino!

Ci sono vini fragorosi di 15 gradi:
altri inebrianti anche di soli 11,5.


{To come}


(Coniugazione al presente, in dialetto bresciano, del verbo ègner, che in inglese significa to come):

[me ègne
 te ta ègnet
 lü 'l vé
 noàlter egnòm
 voàalter ignìf
 lur i vé.]


martedì 11 dicembre 2012

People keep on knockin'!

Ci sono persone e persone e persone. Anche nella mia città ce n'è di tutti giusti ed etnie per il piacere degli occhi e della sensazione. Ma ce ne sono alcune che hanno dell'incredibile. Come quel signore che spesso vedo la mattina presto mentre vado al lavoro. Io in macchina e lui in bici. Avrà che ne so, settant'anni e lo osservo rapito, sulla sua bicicletta vecchia quanto lui, mentre spinge rapporti durissimi, che lo fanno ciondolare un po'. Chi possa essere lo ignoro; riesco solo ad immaginarlo e di lui mi sono fatto l'idea che sia una sorta di protettore o sorvegliante che percorre a ronda instancabile le vie della nostra città per assicurare che tutto si svolga per il meglio. Mentre le sue pedalate che hanno cadenza precisa come i rintocchi delle ore, fanno nascere il tempo che scorre tra noi.

domenica 2 dicembre 2012

Soprano

"Nulla in mundo pax sincera" griderebbe lo scettico?
"Nel mondo ci sono troppe brutture perché si possa credere ad una pace duratura".
Forse lo stesso scettico ci nasconde un suo sentimento più profondo e da lui meglio celato: cioè l'affermare che non ci sia pace possibile è forse pasciarsi troppo in essa e non volerla condividere per paura di perderne anche solo un cicinìn.
Ma io anche in questo atteggiamento, che ha a che fare con l'istinto di conservazione, ci vedo senso umano e penso che possa essere utile a chi vuol credere e non solo verificare.

mercoledì 21 novembre 2012

Ramingo

Sempre alto clamore incede
l'odor di calcinacci stanchi
e di cantieri edili aperti,

me che vo misurando
vicoli che un tempo
Roma distese.

Così, mai come
in altra parte di Brescia amata
mi pare scorger l'ora.


                                                                     












(foto: Giardino di Palazzo Martinengo via Musei, Brescia)

martedì 20 novembre 2012

Chiaro d'autunno


Sovente Intelligenza 
sceglie di porsi 
laddove innocenti Angeli
concedon ricami in precedere;
e ne chiedono uno di conseguenza.

lunedì 12 novembre 2012

Stop the pigeon?

Ieri ero in macchina e osservavo un piccione che beccava sul marciapiede. Con la coda dell'occhio lo osservavo perché volevo vedere se al mio passaggio si spostasse così solo per timore che lo investissi o solo per istinto. Invece come niente fosse passato a sessanta all'ora a dieci centimetri da lui ha continuato a beccare. A questo punto ho iniziato a pensare quale fosse il motivo della sua noncuranza nei miei confronti che rappresentavo un pericolo.
La teoria scientifica mi viene incontro dicendomi che il piccione col tempo si è abituato a situazioni off limits come questa e quindi le affronta con tranquillità dato l'elevato numero di macchine che gli passano a distanza ravvicinata così di continuo. Sviscerando questo concetto lo si può ridurre all'out out: cioè il piccione o rischia di fermarsi al mio passaggio con la prospettiva di trovare del cibo o vola via altrove proseguendo per tentativi e soprattutto ricominciando da zero, abbandonando cioè un luogo che già conosceva e che aveva messo a setaccio.
La scienza vuole che tutti noi esseri viventi ci comportiamo così. Cioè che, in questo caso, il piccione stia per forza cercando del cibo. Tutti siamo convinti di questo.
Ma come dimostrare questa certezza così immediata nel ragionamento di ogni essere umano?
E' necessario trovare una spiegazione scientifica ad un tale bisogno o la dobbiamo prendere così per buona?
Dovevate vederlo il bel piccione come era intento.